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11/02/2026 09:08:00

Maltempo e mareggiate record, tanti danni alle saline tra Marsala e Trapani

Mareggiate persistenti e un livello del mare mai registrato prima stanno mettendo in ginocchio il sistema delle saline tra Trapani e Marsala. A lanciare l’allarme è Sosalt Spa, tra i principali produttori di sale marino in Sicilia, che ha inviato una nota urgente alla Prefettura di Trapani, ai Comuni interessati, alla Regione Siciliana e alla Capitaneria di Porto chiedendo interventi immediati.

Dal 30 gennaio il mare ha raggiunto livelli fino a un metro e mezzo. Numeri mai visti prima lungo questa costa, dove – a memoria d’uomo – le maree non avevano mai superato i 60-70 centimetri, e soprattutto mai per periodi così prolungati. Il combinato disposto di mareggiate da Ovest-Nord Ovest e pressione atmosferica bassa ha provocato l’allagamento degli impianti. Le tradizionali arginature in tufo, alte circa un metro, non sono riuscite a contenere l’acqua.

 

Le saline più colpite

I danni maggiori si registrano nelle strutture direttamente esposte al mare.

A Trapani è gravemente compromessa la salina Zavorra, nel tratto tra l’Ospizio Marino e la foce del torrente Lenzi-Baiata. Problemi anche alle saline Galia e Paceco, interessate dall’esondazione dei canali perimetrali.

Nel territorio di Paceco risultano danneggiate le saline Calcara, Morana e Chiusa.

A Marsala le criticità riguardano le saline Ettore, Infersa, San Vincenzo sull’Isola Lunga e Curto-Altavilla.

Danni vengono segnalati anche a Misiliscemi, dove le saline erano già state duramente colpite dalle esondazioni del 2022.

 

Stagione 2026 compromessa

Il punto più grave riguarda la produzione. «L’innalzamento prolungato del mare ha diluito le salamoie conservate durante l’inverno per l’avvio primaverile della produzione», spiega Sosalt. Tradotto: la stagione del sale 2026 è seriamente compromessa.

Le aziende Sosalt, Ettore e Infersa hanno annunciato un piano urgente di interventi, ma l’entità dei danni supera le risorse disponibili. E l’emergenza non è ancora finita: le previsioni meteo e la persistente bassa pressione non consentono di dichiarare chiusa la fase critica.

 

Un comparto da 150mila tonnellate l’anno

Il sistema delle saline della provincia di Trapani produce tra le 130mila e le 150mila tonnellate di sale all’anno, con un fatturato superiore ai 25 milioni di euro. Garantisce tra 150 e 200 posti di lavoro diretti, a cui si aggiunge un indotto altrettanto significativo.

Ma il rischio non è solo economico.

 

Un patrimonio ambientale a rischio

Le saline non sono soltanto impianti produttivi. Sono un ecosistema tutelato da vincoli ambientali, riconosciuto a livello turistico e naturalistico, e oggi candidato a Riserva della Biosfera Mab-Unesco.

«È fondamentale intervenire subito – conclude Sosalt – per salvaguardare non solo l’attività produttiva, ma un patrimonio unico della Sicilia occidentale».