L’Associazione Siciliana della Stampa, insieme alla sezione di Palermo e al Gruppo cronisti siciliani, esprime piena solidarietà all’inviato di Repubblica, Salvo Palazzolo, dopo le nuove e gravi minacce ricevute sui social.
«Raccontare e documentare la verità è alla base della legalità e della democrazia. Minacciare chi porta avanti con coraggio e dedizione questo racconto, sperando possa arretrare anche di un solo passo, significa condannare la società a un baratro su diritti, libertà e sicurezza collettiva. Per questo non lasceremo solo Salvo Palazzolo dopo le nuove minacce ricevute».
Il cronista, già costretto a vivere sotto scorta dallo scorso gennaio, ha denunciato formalmente i messaggi intimidatori ricevuti su Instagram, ne abbiamo parlato qui: «Giornalisti sporchi infami», «Fucilata in mezzo agli occhi no?». Le minacce arrivano dopo alcuni suoi recenti servizi, tra cui il racconto del concerto del neomelodico Anthony in una sala Bingo Snai, dove in prima fila erano presenti due boss già condannati in appello, Giuseppe Caserta e Claudio D’Amore.
Palazzolo aveva inoltre pubblicato un video in cui il cantante interpretava un brano dedicato a due uomini tornati in libertà dopo anni di carcere. In un filmato diffuso sui canali social di Repubblica, il giornalista ha denunciato il rischio che alcuni boss scarcerati possano tentare di riprendere il comando all’interno di Cosa nostra.
La presa di posizione dei giornalisti siciliani ribadisce con forza che la libertà di stampa è un presidio irrinunciabile di democrazia e che ogni intimidazione nei confronti di chi svolge il proprio lavoro di cronaca rappresenta un attacco all’intera collettività.