Trapani, fermata la nave Humanity 1: 60 giorni di stop dopo aver salvato 33 persone
Punita per aver salvato vite in mare.
La nave SOS Humanity Humanity 1, battente bandiera tedesca, è stata sottoposta a fermo amministrativo per 60 giorni al porto di Trapani dopo aver sbarcato 33 migranti soccorsi nel Mediterraneo. A comunicarlo è stato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha parlato di mancato rispetto degli obblighi previsti durante le operazioni in mare.
Il fermo e la multa
Oltre allo stop di due mesi, è stata comminata una sanzione da 10 mila euro. Secondo il Viminale, non si tratta soltanto di una violazione formale del decreto vigente, ma di un comportamento che avrebbe messo a rischio la vita delle persone soccorse.
Non è la prima volta che la Humanity 1 viene fermata nei porti italiani. La nave era già finita al centro di provvedimenti analoghi nei mesi scorsi, in un braccio di ferro che si trascina tra autorità italiane e organizzazioni umanitarie impegnate nei soccorsi.
Il giudice conferma il provvedimento
In questo caso, il giudice ha ritenuto legittimo il fermo amministrativo, dando torto alla Ong che aveva contestato il provvedimento. Un passaggio non secondario, perché spesso i tribunali amministrativi hanno sospeso o annullato decisioni analoghe.
Per il Governo si tratta della conferma della correttezza della linea adottata. Per le associazioni, invece, è l’ennesimo segnale di una politica che punta a limitare le attività di ricerca e soccorso nel Mediterraneo.
Un’altra nave in arrivo
Intanto un’altra imbarcazione della flotta civile tedesca è in rotta verso l’Italia. Si tratta della Solidaire, con circa 120 persone a bordo, diretta verso il porto di Ravenna.
Proprio il sindaco della città romagnola aveva già espresso, nei mesi scorsi, forti perplessità sull’assegnazione reiterata dello scalo come porto sicuro, chiedendo la convocazione di un tavolo nazionale tra le città coinvolte.
Il Mediterraneo resta al centro dello scontro
La vicenda riporta Trapani e la Sicilia occidentale al centro di una delle questioni più divisive degli ultimi anni: quella dei soccorsi in mare, tra norme, decreti, ricorsi e tensioni politiche.
Da una parte il Governo rivendica il rispetto rigoroso delle regole. Dall’altra le Ong parlano di vite salvate e di missioni umanitarie ostacolate.
Nel mezzo, come sempre, il Mediterraneo. E le persone che lo attraversano.
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