×
 
 
14/02/2026 11:17:00

Malasanità a Castelvetrano, l’Asp paga altri 216 mila euro

Altri soldi pubblici che escono dalle casse dell’azienda sanitaria.
Altra vicenda di presunta malasanità che si chiude davanti a un giudice.
Altra famiglia che ottiene giustizia, ma dopo anni.

L’Asp di Trapani è stata condannata a versare 216.140,31 euro agli eredi di una donna di 75 anni morta dopo un trattamento ritenuto errato al Pronto soccorso dell’ospedale Ospedale Vittorio Emanuele di Castelvetrano. I fatti risalgono al 21 ottobre 2015.

Il pagamento dà esecuzione a una sentenza del Tribunale di Trapani dell’agosto 2025, che ha riconosciuto alle familiari il “danno da perdita del rapporto parentale” per la morte della madre e nonna.

 

Un risarcimento che si somma a un altro

 

Non è il primo esborso per lo stesso caso.
Già in precedenza, per il medesimo evento, l’Asp aveva risarcito un’altra figlia della vittima con circa 242 mila euro.

Con quest’ultimo provvedimento, le somme sono così ripartite:

  • 148.679,78 euro alla figlia, comprensivi di interessi legali maturati;
  • 53.257,03 euro alla nipote;
  • 14.203,50 euro al procuratore dichiaratosi antistatario, tra esborsi documentati e oneri accessori.

In totale, per questa vicenda, l’esborso supera abbondantemente il mezzo milione di euro.

 

La lunga battaglia legale

 

La storia giudiziaria è iniziata formalmente nel 2022, quando le familiari hanno presentato richiesta risarcitoria sostenendo che l’errato trattamento sanitario ricevuto al presidio ospedaliero di Castelvetrano avesse causato il decesso della congiunta.

Dopo il fallimento del tentativo di mediazione, è stato avviato il giudizio civile. Il Tribunale ha quindi condannato l’Asp.

L’azienda sanitaria, preso atto della sentenza e della valutazione del proprio legale, ha scelto di non proporre appello, rilevando che l’importo stabilito dal giudice risultava inferiore sia alla proposta conciliativa sia alla richiesta iniziale delle parti.

 

I soldi e la Corte dei Conti

 

La spesa sarà coperta attraverso il Fondo rischi per cause civili, senza – precisa l’Asp – impatto sul bilancio corrente. L’azienda si è inoltre riservata di inoltrare rituale denuncia alla Corte dei Conti per il danno erariale.

Con questo atto si chiude un contenzioso durato anni.
Resta però una domanda che torna ogni volta: quanto pesa, in termini economici e di fiducia dei cittadini, ogni errore sanitario?

E soprattutto: si sta facendo abbastanza perché casi del genere non si ripetano?