Ventitré punti in un giorno. Ventitré perdite idriche geolocalizzate, fotografate, messe nero su bianco su una mappa pubblica. Non in un mese. Non in un anno. In ventiquattro ore.
Succede a Trapani, dove il comitato cittadino spontaneo “L’acqua è un diritto di tutti” ha deciso di fare quello che dovrebbe fare chi gestisce il servizio: contare le perdite.
Non è uno sfogo social. È una comunicazione formale inviata al Gestore del Servizio Idrico, al Comune di Trapani, all’assessore con delega e, per conoscenza, alla stampa. Con tre richieste precise: presa in carico ufficiale, programmazione degli interventi, risposta scritta con tempi certi.
Tradotto: l’acqua è pubblica, non può scorrere nell’asfalto mentre i cittadini aspettano turnazioni e autobotti.
Il dato è semplice e pesante: 23 dispersioni documentate in un solo giorno. Perdite costanti, non una pozzanghera dopo la pioggia. Acqua che esce e si disperde. Bene primario. Risorsa essenziale. Denaro pubblico che finisce sotto terra.
E allora la domanda è inevitabile: chi interviene e quando?
Il comitato scrive: “I cittadini hanno fatto la propria parte”. Hanno fotografato, verificato, indicato con precisione i punti. Ora la palla passa a chi amministra e a chi gestisce il servizio.
Ecco l’elenco completo delle vie segnalate:
Via Fardella – angolo via ScontrinoVia XXX Gennaio – angolo via CavourVia della Giarrotta 38Via Marsala 27Via dell’Uva 76Via Nino Bixio 17Via Pietro Parisi 15Via G.B. Fardella 99Via Santa Maria di Capua 36Via Orti 53Via Messina 11Via Sardegna 9Via Erice Mazara 19Via Sant’Alberto degli AbatiDi fronte la chiesa Santa Maria (come indicato in mappa)Via MozartVia Passo Enea 28Via Alessandro De Santis 18Via Serraino Vulpitta – angolo via OrlandiniVia Madonna di TrapaniVia della Pace s.n.Via Ronciglio (prima del ponte)Largo delle Ninfe 5Via Virgilio 55Un elenco che attraversa la città da un capo all’altro. Centro, periferia, arterie principali e strade secondarie. Non un quartiere isolato. Non un caso sporadico.
Adesso serve una risposta. Non generica. Non “stiamo monitorando”. Serve un cronoprogramma. Serve sapere quali interventi verranno eseguiti, in quali tempi e con quali priorità.
Perché se in 24 ore i cittadini trovano 23 perdite, la domanda vera è un’altra: quante ce ne sono che nessuno ha ancora segnalato?
L’acqua è un diritto. Ma a Trapani, oggi, sembra soprattutto una fuga continua.