×
 
 
17/02/2026 06:00:00

Tra pentole olimpiche, risate pavloviane e sentenze di granito

di Katia Regina

 

E dopo Petrecca, anche io mi voglio occupare delle Olimpiadi; non voglio risparmiarmi una malafiura, giusto per solidarietà. D'altra parte, anche io non capisco niente di sport e non sarei in grado di riconoscere tutti i personaggi che si sono alternati durante la cerimonia di apertura dei giochi. Una cosa, però, pensavo di averla capita a proposito di sport: gli atleti devono sfidare e superare ogni limite di sforzo fisico e mentale per poter ottenere dei risultati.

Eppure, ogni volta che guardo i Giochi Invernali, rimango ipnotizzata da quella disciplina che sembra uscita da un brainstorming collettivo tra una casalinga disperata e un fanatico delle bocce: il curling. Sia chiaro, ho fatto una ricerca: pare che questo sport sia stato inventato nella Scozia del XVI secolo. Probabilmente un gruppo di contadini annoiati, dopo aver alzato un po' troppo il gomito con il whisky, ha deciso che lanciare pietre su un lago ghiacciato fosse un’ottima idea.

 

Io, lo confesso, a guardarle da casa ero convinta fossero delle pentole a pressione a cui qualcuno aveva rimosso la valvola per farle scivolare meglio; invece mi hanno spiegato che sono vere e proprie Stone: blocchi di granito pregiatissimo, pesanti venti chili l'uno ed estratti solo da un'isoletta scozzese specifica, Ailsa Craig, manco fossero diamanti. Il tutto per poi farle accompagnare da due atleti (?) che spazzano il ghiaccio con un furore che non si vede nemmeno nelle pubblicità del Mastro Lindo più agguerrito. A me appare più come una sorta di pulizia domestica elevata a gloria olimpica. A pensarci bene, dalle nostre parti, dove però non c'è ghiaccio, è stato inventato un gioco simile, le sciappeddre, ma nessuno si è mai sognato di proporlo come sport olimpico.

 

 

Un merito, però, va riconosciuto al direttore di Rai Sport: ha messo tutti d'accordo. Tutti i giornalisti della redazione che dirige hanno infatti minacciato di ritirare la firma dopo la sua clamorosa malafiura in mondovisione. Ma da perfetto Fratello d'Italia, anziché espatriare alla chetichella, resta lì al suo posto: quello conquistato con la fatica del merito tanto decantato dall'attuale governo.

 

E sempre a proposito di brutte figure e nomine benedette dal vento di destra, passiamo al caso del comico Pucci. Designato per Sanremo e poi ritiratosi spontaneamente dopo i fumi delle polemiche social per le sue uscite, giudicate omofobe e di basso profilo dalle solite zecche rosse radical chic. Quelli, insomma, che non sanno divertirsi con quella forma di intrattenimento basata sullo schema stimolo-risposta che ricorda molto i cani di Pavlov: parte la battuta scontata, scatta la risata automatica.

 

Ecco, in questo caso sono dispiaciuta: la comicità deve sempre essere libera, anche quando è grezza. Tutte le forme di comicità hanno pari dignità, anche quella della buccia di banana dove non serve attivare sinapsi: basta vedere qualcuno che scivola e il diaframma si scuote per inerzia. Che noia, diciamolo, certa comicità sottile e arguta alla Woody Allen; ma ti pare che per farmi quattro risate debba prima leggere, studiare e avere un bagaglio culturale strutturato? La nuova tendenza è quella coraggiosa inaugurata dal mitico Fantozzi: "Per me... la Corazzata Kotiomkin è una cagata pazzesca!"

 

Dalle poltrone della Rai alle battute da bar di Sanremo, il vento di destra sembra voler sdoganare di tutto, ma ogni tanto il bagaglio culturale strutturato non serve solo a capire Woody Allen: serve anche a leggere il Codice Penale. La bella notizia della settimana arriva infatti dal Tribunale di Bari, con una sentenza che segna uno spartiacque: per la prima volta in Italia, la Legge Scelba viene applicata specificamente per colpire esponenti di CasaPound con l'accusa di ricostituzione del disciolto partito fascista. Non si tratta della solita condanna per una rissa o per un singolo saluto romano; i giudici hanno stabilito che quel gruppo agiva come una vera e propria organizzazione che richiama metodi e ideologie del Ventennio.

 

A questo punto, l'auspicio è che la coerenza non sia un optional: se un tribunale della Repubblica dichiara che l'attività di questo movimento è finalizzata alla ricostituzione del partito fascista, allora si deve andare fino in fondo. È ora di sgomberare finalmente l’immobile che occupano abusivamente da oltre vent’anni nel cuore di Roma e di arrivare allo scioglimento definitivo del movimento, proprio come la legge prevede e come è già accaduto in passato per altre formazioni di estrema destra. Perché va bene la comicità grezza, va bene il curling e vanno bene pure i dilettanti allo sbaraglio in TV, ma quando si tenta di far rivivere il fascismo, non c'è più niente da ridere.

 

Consigli per la lettura: Todo modo di Leonardo Sciascia. In un’Italia dove il potere oscilla tra dilettantismo e cinismo, questo libro è lo specchio ideale per chi non si accontenta della risata pavloviana.

 

da vedere: Splendido Tiggi