Un taglio netto che ridisegnerà la mappa della giustizia tributaria in Italia e che toccherà da vicino anche il territorio trapanese. Il piano allo studio del Ministero dell'Economia e del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria prevede la soppressione del Tribunale tributario di primo grado di Trapani, che verrà accorpato alla sede di Palermo.
Si tratta di una rivoluzione che coinvolgerà l'intero Paese: dei 103 tribunali fiscali di primo grado attualmente operativi, ne rimarrebbero solo 39, con un taglio del 62%. Un ridimensionamento definito "epocale" dagli osservatori, che
in Sicilia si tradurrà nel passaggio dalle attuali 9 Corti a sole 5 sedi operative.
Le ragioni della riforma
Dietro questa riorganizzazione, voluta dal viceministro dell'Economia Maurizio Leo e anticipata dal Sole 24 Ore, non ci sono solo ragioni di contenimento della spesa pubblica - che per il prossimo triennio ammonta a 700 milioni di euro - ma anche l'esigenza di adeguare la struttura alla riforma della giustizia tributaria introdotta dalla legge 130/2022.
Con la trasformazione del giudice tributario da onorario a professionale, il numero delle toghe in servizio in primo grado si ridurrà drasticamente: dagli attuali 1.648 magistrati si passerà a 448, rendendo insostenibile la distribuzione su 103 Corti sparse sul territorio nazionale.
I dati evidenziano l'esistenza di tribunali con un contenzioso ridottissimo, alcuni con meno di 200 nuove cause all'anno, che comportano una spesa non più giustificabile. L'obiettivo del piano è mantenere aperte solo le sedi che raccolgano almeno 1.000-1.500 ricorsi su base annua.
L'impatto sul territorio
Per i cittadini e i professionisti della provincia di Trapani, la soppressione della sede locale significherà doversi rivolgere a Palermo per le controversie con l'Erario. Il Ministero ritiene però che il disagio sia contenuto, grazie al potenziamento delle video-udienze da remoto, che consentono a giudici e avvocati di partecipare ai procedimenti senza necessità di spostamenti fisici.
A questo si aggiunge la strategia del governo Meloni di anticipare la risoluzione delle controversie alla fase precontenziosa, con l'obiettivo di ridurre il numero complessivo di cause che arrivano in tribunale.
Il dossier elaborato dal MEF è ora all'esame del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, presieduto da Carolina Lussana, che dovrà valutare la proposta di riorganizzazione prima della sua eventuale attuazione.
Una riforma che promette di cambiare profondamente il volto della giustizia fiscale italiana, con ricadute concrete anche sul territorio trapanese.