Allagamenti, il Comitato: “Unire Trapani ed Erice o affondiamo”
Non è solo maltempo. È un problema strutturale che dura da oltre vent’anni. Il territorio di Trapani e della zona pedemontana di Erice continua a fare i conti con allagamenti, strade trasformate in fiumi e reti idriche sotto stress.
Per il Comitato guidato da Orazio Mistretta la causa è chiara: frammentazione amministrativa e canali di gronda mai completati.
Secondo il Comitato, la separazione tra Comune di Trapani e Comune di Erice ha bloccato per decenni una strategia unitaria contro il rischio idrogeologico. L’acqua che scende dal Monte Erice continua a riversarsi a valle senza un sistema adeguato di intercettazione.
“L’unione dei due Comuni non sarebbe solo un atto burocratico, ma l’unica via d’uscita tecnica per sbloccare i canali di gronda e salvare la città dall’annegamento”, afferma il presidente del Comitato Orazio Mistretta.
Di seguito il comunicato integrale diffuso dal Comitato:
"Mentre il cambiamento climatico accelera, il territorio di Trapani e della zona pedemontana di Erice sembra rimasto fermo al secolo scorso. Non è solo una questione di "maltempo eccezionale"; è il risultato di una paralisi amministrativa che dura da oltre vent'anni. Una classe dirigente che ha scandito il tempo con le scadenze elettorali piuttosto che con la pianificazione infrastrutturale, lasciando che i quartieri si dissestassero e che l'acqua, risorsa vitale, diventasse periodicamente inutilizzabile o distruttiva.
Il Peccato Originale: La Frammentazione Amministrativa
Il vero nodo scorsoio che soffoca il territorio è la divisione tra i Comuni di Trapani ed Erice. Se si fosse trattato di un’unica entità amministrativa, la gestione del rischio idrogeologico sarebbe stata affrontata con una strategia unitaria già a partire dal 1967.
Invece, la separazione ha creato un cortocircuito di responsabilità:
1- Negazione dell'evidenza: Per decenni, a seconda del colore politico delle amministrazioni di turno, si è negato che l'allagamento sistematico di Trapani dipendesse dai volumi idrici massicci provenienti dal Monte Erice.
2- Stallo dei Canali di Gronda: L'opera fondamentale — il completamento dei canali di gronda per intercettare le acque pedemontane — è rimasta un'eterna incompiuta. Senza un unico interlocutore, il finanziamento e l'esecuzione di queste infrastrutture sono naufragati in rimpalli di competenze.
Un Ventennio di Occasioni Perdute
Il "tempo elettorale" ha prevalso sul "tempo civile". Negli ultimi vent'anni, la classe dirigente ha preferito la gestione dell'emergenza (spesso costosa e inefficiente) alla prevenzione strutturale. Il risultato è sotto gli occhi di tutti:
1- Danni economici enormi: Attività commerciali in ginocchio e svalutazione immobiliare nelle zone a rischio.
2- Lutti e insicurezza: Una popolazione che vive con l'ansia ad ogni allerta meteo.
3- Dissesto dei quartieri: Strade trasformate in fiumi che erodono l'asfalto e compromettono le reti idriche, rendendo l'acqua potabile un miraggio o un rischio per la salute.
“L'Unione dei due Comuni non sarebbe solo un atto burocratico, ma l'unica via d'uscita tecnica per sbloccare i canali di gronda e salvare la città dall'annegamento” – così il Presidente del Comitato Orazio Mistretta.
Conclusione: L'Unica Soluzione Possibile
La difesa idraulica non può essere frazionata per confini stradali o ambizioni di poltrona. Finché Trapani e la zona a valle di Erice verranno gestite come compartimenti stagni, l'acqua continuerà a seguire la sua strada naturale, travolgendo tutto ciò che incontra.
Superare il campanilismo e la miopia di una classe dirigente autoreferenziale non è più un'opzione, ma una necessità di sopravvivenza per il territorio.
È possibile contattare o aderire al comitato compilando il modulo online:
https://forms.gle/xznkK9tmMHjpx5N1A
oppure scrivendo all'indirizzo mail:
trapaniericecomune@gmail.com
La Segreteria del Comitato"
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