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19/02/2026 06:00:00

Ancora sul nuovo water front, il sogno apolitico per Selinunte

«Lo sviluppo turistico non ha colore politico». Lo ribadisce, per telefono questa volta, Lina Stabile, attuale esperta a titolo gratuito del Sindaco di Castelvetrano. Qualche giorno fa, l’articolo sul nuovo waterfront di Selinunte pubblicato su Tp24.it aveva generato qualche disappunto su una frase apparentemente citata senza il contesto. Il contesto – lo diciamo – era quello di un post della stessa Lina Stabile, incentrato sulla necessità di trasformare i singoli comuni della Valle del Belice in un’unica destinazione integrata.

 

«Ho questo sogno», ci spiega Stabile, che ormai da due anni a sostenere il comune di Castelvetrano nell’individuazione e nella partecipazione ai bandi. «Voglio rendere la Valle del Belice una meta turistica. Perché se riesco a creare sviluppo su questo territorio, posso creare sicuramente un futuro per mio figlio».

 

E sulla questione dell’apoliticità dello sviluppo turistico dice: «Quando io faccio un progetto di sviluppo turistico, le opportunità che ne derivano sono aperte a tutti, a prescindere dalla loro appartenenza politica. Qualsiasi manuale di marketing turistico dice che lo sviluppo turistico prescinde dal discorso di una visione politica, perché la politica sicuramente avrà una visione del turismo, ma il turismo va a prescindere da questo».

 

Sarà anche vero questo. Non dimentichiamo però che l’apertura delle opportunità a ogni cittadino indipendentemente dal credo politico, più che una caratteristica specifica del marketing turistico, è il presupposto fondamentale di ogni sana amministrazione pubblica. E non solo: la decisione di investire sul turismo come motore primario è, di per sé, una scelta politica di campo. Del resto, il turismo rimane – che piaccia o meno – un settore d’industria a basso valore aggiunto, che solo di recente si è trasformato in un asset strategico imprescindibile, se non per il Paese, almeno per l’agenda politica nazionale.

 

Ma torniamo al waterfront

 

Torniamo al waterfront di Marinella di Selinunte. L’annuncio della riqualificazione del waterfront è stato, con ogni probabilità, uno tra i più celebrati in questi anni di amministrazione Lentini. «Una buona notizia per il porto di Selinunte» ha scritto una testata giornalistica cittadina. Da queste parti invece, la sottoscritta ha usato termini diversi: «È propaganda». Ma la verità non sta scritta sulla pietra, e questo non è un gioco per cui è necessario schierarsi.

 

Come ci spiega Lina Stabile, l’intervento di riqualificazione riguarda nello specifico l’area di sbarco, il porto di Marinella di Selinunte per intenderci. «Il nostro obiettivo è sistemare l’area delle barche, quindi: ci sarà il luogo di ricovero della pesca, e non più le reti a terra; si cercherà di mantenere pulita tutta la zona e si creeranno nuovi posti di lavoro». Sì, nuovi posti di lavoro perché, continua Stabile, «Le imbarcazioni di Selinunte sono accreditate al turismo azzurro, in altre parole hanno la licenza per svolgere l’attività di pesca-turismo. Questo vuol dire che la cooperativa dei pescatori può tranquillamente ospitare turisti e offrire esperienze tramite un nuovo infopoint».

 

Sulla carta è un progetto impeccabile. Intanto però, la zona del porto risulta – ancora oggi – sommersa dalla posidonia. Una situazione a cui non si è ancora riusciti a trovare una soluzione permanente, se non per interventi spot di dragaggio per cui è necessario, di volta in volta, richiedere finanziamenti alla Regione. La questione della posidonia non è di poco conto, nemmeno in un progetto di sviluppo turistico apolitico. E, del resto, immaginiamo che sia stato eseguito uno studio di fattibilità, anzi: immaginiamo che fosse richiesto, per ottenere il finanziamento. Eppure, a quanto pare, lo studio di fattibilità tralascia non solo le conseguenze della struttura attuale del porto, ma anche la natura stessa del nostro litorale. Che produce posidonia, che la fa spiaggiare.

 

Ma questo, va detto, potrebbe non essere un problema che riguarda il presente. «La progettazione esecutiva già è stata presentata, quindi siamo avanti sull'affidamento e pronti far partire il progetto», ci spiega ancora Stabile. Ma «ci sono tutte delle procedure amministrative da seguire. Non è che se oggi vinco un bando, domani posso far iniziare i lavori. Quelle sono cose burocratiche in cui ovviamente non possiamo entrare».

 

Non ci resta, dunque, che attendere.

 

Daria Costanzo