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19/02/2026 06:00:00

Trapani, indennità e gettoni: tra ripristini, commissioni lampo e costi della politica

Correva l’anno 2023, quando l’attuale amministrazione trapanese targata Giacomo Tranchida aumentava le indennità di sindaco e assessori a fronte di un finanziamento vincolato dato dalla Regione Siciliana per l’adeguamento degli emolumenti in attuazione dell'art. 2 della legge regionale 22 febbraio 2023, n. 2. Finanziamento regionale che corrisponde a 126.563,90 euro per ciascun anno del triennio, con una differenza a carico del bilancio comunale di 165.814,38 euro (nel caso di incremento al 68%) e di 303.404,16 euro (incremento a regime). Fino a quel momento, la corresponsione mensile del sindaco era di 4.734 euro, quella di assessori e presidente del Consiglio circa 2.840 euro, per passare ai limiti massimi consentiti, rispettivamente: 9.660 euro lordi al mese per il primo cittadino, 7.245 euro (vice), 5.796 euro (giunta e presidente del Consiglio), 3.480 euro (vice).

L’adeguamento però non sarebbe rimasto tale negli anni a venire senza una copertura finanziaria regionale, si dichiarava dalle parti della maggioranza, mentre l’opposizione consiliare si ritirava sull’Aventino di Palazzo Cavarretta in occupazione di protesta, senza però sortire alcun effetto concreto.

Nell’ultimo scorcio del 2025 si adeguava poi il gettone di presenza dei consiglieri comunali, in linea con la norma della Legge Regionale Sicilia 30/2000 all’art. 19, da 34 euro a 53 euro a seduta. Anche in questo caso, l’opposizione consiliare votava contro la proposta di delibera, ma fu il solo consigliere Giuseppe Guaiana (“Amo Trapani”) a rinunciare all’incremento per tutta la durata della consiliatura, ritenendo che la città potesse beneficiare maggiormente dell’impiego di queste somme per le criticità irrisolte dovute alle insufficienze di bilancio.

Ma la travagliata storia delle indennità degli amministratori trapanesi vide un ulteriore sviluppo a ottobre 2025, quando Palazzo D’Alì decise di intervenire con una scelta politica dettata, soprattutto, dai tagli regionali a tutti i comuni siciliani per le indennità di carica: a partire dal 1° gennaio 2026, il sindaco avrebbe percepito 7.540,15 euro; vice sindaco 5.655,11 euro; assessori e presidente del Consiglio 4.524,09 euro; vice presidente del Consiglio 2.714,45 euro. Per i consiglieri nulla sarebbe cambiato e nessuno se ne è lamentato.

Colpo di teatro per Capodanno: con delibera n. 581 del 31/12/2025, la giunta ripristina, dal 1° gennaio 2026, gli importi previsti dopo la riduzione temporanea di ottobre per esigenze di equilibrio di bilancio.

Un ripristino, dunque, e non un aumento delle indennità, quello che si evince nella determinazione della dirigente Nunziata Gabriele nella liquidazione delle somme di gennaio 2026, che comprendono anche Irap, contributi previdenziali e quote di Tfr per gli amministratori in aspettativa, che percepiscono il compenso dimezzato (Andrea Vassallo, Vincenzo Abbruscato, Giuseppe Virzì), per un totale di 63.138,96 euro, comprensivo di tutte le voci.

Per FdI, in particolare, si è sempre trattato di un abuso che ha aggravato significativamente le casse comunali e di una evidente incoerenza, unita alla mancanza di morigeratezza, tanto più in una fase in cui l’Amministrazione continua a richiamare la carenza di risorse per giustificare disfunzioni e ritardi.

Eppure, i consiglieri con il gettone di presenza più alto (gennaio 2026 e precedenti) sono quelli di opposizione: Salvatore Daidone (2.427,60 euro + 206,35 euro Irap), Sonia Tumbarello (2.369,80 euro + 201,43 euro Irap), Maurizio Miceli (2.312,00 euro + 196,52 euro Irap). Seguiti a ruota dai consiglieri di maggioranza Giuseppe Peralta (2.138,60 euro + 181,78 euro Irap) e Sonia La Barbera (1.907,40 euro + 162,13 euro Irap). Tutti facenti parte della VII Commissione consiliare speciale non permanente.

 

La questione delle Commissioni consiliari merita una parentesi, perché è nelle Commissioni che si svolge gran parte dell’attività consiliare e si maturano i gettoni di presenza che, per alcuni consiglieri, sono determinanti, poiché soggetti a vincolo di natura esecutiva per pignoramento verso terzi (det. n. 426 del 5/2/2026 e precedenti). Quest’ultimo fatto rappresenta una singolarità, in considerazione del fatto che le corresponsioni mensili ai consiglieri dipendono esclusivamente dalla loro presenza effettiva ai lavori d’aula e dal numero delle convocazioni.

Ci sono le Commissioni permanenti, che si riuniscono ogni giorno per esaminare gli atti preparatori, e le tre Commissioni speciali e quelle istituite ad hoc, dal centro storico ai lavori pubblici.

Ad esempio, la settima Commissione vanta un curriculum eccellente per alacrità dei lavori: nei soli mesi di novembre e dicembre si è riunita praticamente ogni giorno, con sedute la cui durata varia da un quarto d’ora a massimo un’ora. Più sovente la prima.

 

Sempre a titolo esemplificativo e facilmente riscontrabile da una amena lettura dei verbali pubblici, la 7ª Commissione si è riunita sia la vigilia di Natale che quella di Capodanno per approfondire le iniziative culturali e di spettacolo promosse nell'ambito del programma “Natale a Trapani”, avviando un approfondimento istruttorio mediante specifica audizione del consigliere delegato dell'Ente Luglio, in programma per il 7 gennaio 2026. Entrambe le sedute sono durate meno di un’ora.

Lo zelo massimo è evincibile nelle sedute del 2 gennaio della 1ª Commissione, riunitasi per 45 minuti al fine di trattare il Regolamento di Polizia e Sicurezza Urbana del Comune di Siracusa, comparandolo con il Regolamento di Polizia e Sicurezza Urbana del Comune di Alcamo. Ed ancora in quella della 7ª Commissione dello stesso giorno, in sessione straordinaria presso gli uffici della Polizia Municipale per la chiusura di Palazzo Cavarretta per le festività natalizie – infatti la 4ª Commissione è andata deserta – al fine di approfondire lo stato dell'organizzazione del servizio e le principali criticità connesse alla gestione dei verbali per violazioni al Codice della Strada. Durata della seduta anche questa 45 minuti.

 

Altro discorso è l’effettiva durata o permanenza in aula durante i consigli comunali: non di rado, l’opposizione ha deciso di abbandonare i lavori subito dopo la fase delle interrogazioni, per mettere in evidenza l’insufficienza numerica della maggioranza e facendo venire meno il numero legale della seduta. Strumento politico legittimo, ma che talvolta ha fatto maturare gettoni di presenza per poche decine di minuti di consiglio comunale.

Tra indennità e gettoni di presenza, le cifre sostenute dal Comune di Trapani – e quindi dai cittadini – farebbero girare la testa a una famiglia trapanese media monoreddito.

E se è vero che le indennità, sancite dalla Costituzione, permettono a chiunque, indipendentemente dal reddito, di svolgere il mandato senza dipendere economicamente da terzi e quindi evitando che la politica possa diventare censuaria, la discussione sui “costi della politica” si alterna tra la necessità di attrarre competenze e la richiesta di maggiore sobrietà, anche per ragioni di opportunità politica e sociale.



Dai Comuni | 2026-02-19 06:00:00
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