Trovati in possesso dai carabinieri di un palanchino in ferro, di un coltello a serramanico e di una frusta in nervo di bue, erano finiti sotto processo davanti il tribunale di
Trapani. Si tratta due uomini (A.E. e C.V., di 26 e 29 anni) fermati dai militari durante un controllo del territorio, la sera dell’1 novembre 2022, mentre erano a bordo di un’auto. A difendere i due imputati, assolti dal giudice monocratico Francesco Giarrusso con la formula “perché il fatto non sussiste”, sono stati gli avvocati Natale Pietrafitta e Marcella Buttitta.
La perquisizione dell’auto venne effettuata perché, subito dopo l’alt, i due occupanti del mezzo apparivano particolarmente nervosi. E per questo, i carabinieri sospettarono che potessero nascondere qualcosa. Nel corso della perquisizione, infatti, vennero rinvenuti i tre arnesi. Ma dopo un processo abbastanza lungo è stato accertato che il possesso di quegli strumenti non era ingiustificato, come sostenuto dagli avvocati difensori. Insomma, non servivano ai due trapanesi per commettere azioni delittuose. E per questo, il giudice ne ha ordinato il dissequestro e la restituzione.