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20/02/2026 06:00:00

Marsala senza guida: centrodestra in crisi, centrosinistra fragile e ...

Marsala ha conosciuto stagioni politiche più autorevoli. E una città che è la quinta della Sicilia non può accontentarsi di una classe dirigente che fatica perfino a generare se stessa. Serviva – e serve – una guida capace di costruire nuova leadership, di preparare il terreno alle sfide elettorali e sociali con visione e responsabilità.

Invece, troppo spesso, la politica si è ripiegata su logiche di autoconservazione. Nel centrodestra la paura di perdere una posizione ritenuta “di proprietà” ha finito per produrre divisioni e indebolimento, con effetti evidenti anche sul piano provinciale. Dinamiche che, a ben guardare, non sono estranee neppure al centrosinistra.

Eppure si torna a chiedere ai cittadini di fare il proprio dovere, di recarsi alle urne contro un astensionismo che è diventato segnale di sfiducia e rassegnazione. Ma la domanda resta inevasa: quali sono, davvero, le proposte messe in campo?

 

Il centrodestra

 

Si sono appoggiati alla candidatura di Nicola Fici, che ha spinto la sua posizione fino all’abbandono della settimana scorsa. Fici che oggi si indigna perché la stampa parla di lui dovrebbe ricordare due cose molto semplici. La prima: è stato lui a scegliere di proporsi come potenziale candidato, spiegando – a modo suo – le ragioni della propria discesa in campo. La seconda: non ha mai chiarito davvero, al di là di un comunicato formale, perché abbia poi deciso di fare un passo indietro.

E allora la domanda è inevitabile: cosa è successo nel frattempo?

Fici si è spostato, e con lui è crollata un’impalcatura che il centrodestra aveva costruito sulla sabbia. Un progetto che si è sbriciolato al primo movimento. Ma il punto politico è un altro: com’è possibile che nessuno si sia accorto di ciò che stava maturando attorno a quella candidatura? Possibile che non ci fosse consapevolezza degli equilibri reali, delle tensioni, delle fragilità?

Oggi quel centrodestra, consapevole di non essere più competitivo e deciso a non tornare su Massimo Grillo, si trova davanti a un bivio obbligato: Giulia Adamo, già sindaca della città, oppure Eleonora Lo Curto. Non molte altre strade. Resta la scelta di giocare la partita in affondo, con un rischio evidente per le liste e con il conto politico che, dopo il voto, qualcuno dovrà comunque raccontare ai tanti che resteranno fuori.

 

Il centrosinistra

 

Non sono messi meglio, hanno solo avuto l’intuizione di sposare una candidatura, quella di Andreana Patti, che è civica. Come sottolineato più volte dalla stessa. Il suo movimento è “Si muove la Città”. I partiti di centrosinistra non avrebbero avuto, al netto della Patti, un candidato di bandiera.

Negli anni a Marsala, come nel resto della provincia, hanno giocato più a scomporre che a ricomporre. Lotte interne, faide, correnti, hanno consegnato lo scenario di un centrosinistra che piazza qualche deputato e poi sui territori lascia il vuoto. Anche la candidatura al Libero Consorzio, con il presidente Salvatore Quinci, è stata sposata dall’area progressista pur sapendo che Quinci, e non manca mai di sottolinearlo, è un civico. E allora, al di là delle spillette del momento, resta molto poco. E in questo poco ci sono i conti da fare con le percentuali di lista.

 

L’addio di Ruggieri

 

Stanco e amareggiato è stato lo sfogo di Paolo Ruggieri, fondatore di ProgettiAmo Marsala, unico movimento civico ben strutturato in città.

Etichettato come uomo troppo vicino a Fratelli d’Italia e, in provincia, alle posizioni di Maurizio Miceli, ha deciso di liberare gli ormeggi. Fa un passo di lato per dare respiro alle diverse anime del gruppo e per non condizionare le scelte. È risaputo che più volte i meloniani abbiano chiesto a Ruggieri di far confluire i propri consiglieri candidati, Piergiorgio Giacalone ed Eleonora Milazzo, nella lista di FdI. Situazione scomoda per i civici, comoda per il partito.

Ruggieri ha fatto una riflessione nel “superiore interesse della nostra Città”: è venuto il momento di privilegiare il civismo e sostenere il cambiamento. Non ha dato peso alle “sirene” della politica. Ha ritenuto che sia tempo di contribuire a un cambio generazionale nel governo della città.

A Ruggieri venne chiesto, solo in ultima battuta, di candidarsi sindaco: ha ribadito la convinzione che occorra dare maggiore spazio a giovani valenti ed esperti dell’amministrazione, che devono assumersi le responsabilità che competono loro. Nessuna posizione verso nessun partito, ma la volontà di restare civico. “Rimango libero di pensare ed agire”.

ProgettiAmo Marsala continuerà a ragionare di alleanze e candidature con i due consiglieri comunali. È a loro che Ruggieri passa la palla, affidando a Piergiorgio Giacalone, Eleonora Milazzo, Francesco Peloso e al Coordinamento il compito di decidere la via da seguire nel primario interesse della città.

 

Eleonora Milazzo: “Siamo comunità, sceglieremo insieme”

 

La vicepresidente del Consiglio comunale, Eleonora Milazzo, ha raccontato sui social i mesi di confronto interno: mesi lunghi e difficili, ma senza mai pensare alla divisione. “Siamo casa politica”, scrive, ringraziando Ruggieri e sottolineando la volontà di parlare più di programmi che di nomi.

Resta l’impegno a condividere ogni scelta e a mettere Marsala al primo posto.

 

Marsala Civica, la lista di Gandolfo

 

Michele Gandolfo, tra i primi a intuire il caos nel centrodestra, si è autosospeso da Grande Sicilia e ha deciso di virare con un progetto civico verso la Patti. La sua lista si chiama “Marsala Civica”: nasce dall’incontro di donne e uomini che amano la città e sostengono Andreana Patti perché credono in una guida seria, concreta e vicina alla gente.

Alla lista ha già aderito il consigliere comunale Pino Carnese, inizialmente molto vicino a Enzo Sturiano.

In questo scenario frammentato, la vera domanda resta sospesa: chi saprà trasformare il civismo in visione e la competizione in proposta credibile? Perché senza una narrazione forte sul futuro di Marsala, le amministrative rischiano di ridursi a un regolamento di conti tra sigle e personalismi. E la città, ancora una volta, resterebbe in attesa.