Il progetto di riorganizzazione della mobilità urbana e l’introduzione del sistema Bus Rapid Transit (BRT) finiscono al centro dello scontro politico a Trapani.
I consiglieri comunali di opposizione Guaiana, Daidone, Fileccia, Gianformaggio, Lamia, Mangano, Miceli, Spada, Tumbarello e Vassallo hanno depositato una richiesta di convocazione urgente del Consiglio comunale in seduta straordinaria e aperta.
L’obiettivo è discutere pubblicamente un intervento che, secondo l’opposizione, inciderà in modo diretto sull’accesso al centro storico, sulla sosta, sulla viabilità e sull’economia cittadina. I consiglieri chiedono che il Sindaco e la Giunta riferiscano in Aula sul progetto, rendendo noti studi, simulazioni e valutazioni di impatto.
(Si specifica che la foto è solo indicativa)
Nel documento, i firmatari sintetizzano così la loro posizione:
«Ancora una volta l’Amministrazione dimostra un metodo politico inaccettabile, fondato su decisioni prese nelle stanze del Palazzo e comunicate alla città e al Consiglio comunale solo a cose fatte. Un progetto che incide profondamente sulla mobilità, sull’accesso al centro storico, sulla sosta e sull’economia urbana non può essere gestito con superficialità e senza alcun confronto democratico.
In queste settimane stiamo raccogliendo la crescente preoccupazione di commercianti, operatori economici e residenti del centro storico, che temono gravi ripercussioni sulla vivibilità, sulla possibilità di lavorare e sull’accessibilità della città.
Trapani non può permettersi scelte improvvisate o sperimentazioni calate dall’alto. Non è accettabile che si proceda senza aver reso pubblici gli studi sul traffico, le simulazioni, le valutazioni di impatto economico e sociale e senza un serio coinvolgimento delle categorie produttive.
Chiediamo che il Sindaco e la Giunta riferiscano in Consiglio comunale, in modo chiaro e trasparente, sul progetto, sulle reali conseguenze per la città e sulle misure previste per evitare danni a residenti e attività commerciali.
Non siamo contrari al miglioramento del trasporto pubblico, ma siamo contrari all’arroganza amministrativa e all’assenza di dialogo.
La città non è un laboratorio e non può essere governata senza ascoltare chi la vive e chi la fa lavorare ogni giorno».