Macari, il Dipartimento Riserve boccia il progetto turistico. Ciminnisi: "Avevamo ragione"
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Il Dipartimento regionale Riserve naturali, aree protette e turismo ambientale dice no al progetto del Comune di San Vito Lo Capo per la realizzazione di servizi turistici e balneari nelle aree di Macari e Castelluzzo.
Dopo l’audizione del 16 febbraio con tutti i soggetti coinvolti, il Servizio 2° del Dipartimento ha messo nero su bianco che l’intervento “non è compatibile con la naturalità dei luoghi, con le finalità di istituzione delle Aree naturali protette, con i piani di gestione né tanto meno con le misure di conservazione da attuare”.
Un giudizio netto, che arriva al termine di settimane di polemiche. Il progetto era stato fortemente contestato da associazioni e comitati ambientalisti, con la mobilitazione anche di artisti come Emma Dante, Beppe Fiorello, Donatella Finocchiaro, Mario Venuti, Iaia Forte e Paolo Briguglia. La Regione aveva già sospeso l’iter in attesa di chiarimenti.
Nel merito, il Dipartimento evidenzia diverse criticità: la realizzazione di “vastissimi parcheggi” e di un teatro definito “effimero” interferirebbe con la sopravvivenza degli habitat e con il paesaggio incontaminato dell’area. Vengono inoltre segnalate carenze progettuali, tra cui l’assenza di dettagli sulle specifiche costruttive e sui mezzi da utilizzare in cantiere.
Tra i rilievi anche il mancato rispetto del Sentiero Zingaro–Cofano, che insiste sulla regia trazzera da oltre quindici anni, e l’assenza di una valutazione completa dell’incidenza delle opere previste. Il documento ricorda che fino al 2010 le aree risultavano integre e prive dei parcheggi oggi esistenti.
Sulla vicenda interviene la deputata regionale trapanese del M5S, Cristina Ciminnisi: «Le osservazioni avanzate dal Dipartimento confermano le nostre preoccupazioni: il progetto presenta criticità gravi ed è incompatibile con le norme di tutela e con la fragilità dei luoghi».
«Fin dall’inizio – aggiunge – ho posto una questione molto chiara: il rispetto delle regole. Non abbiamo mai fatto battaglie ideologiche, ma chiesto che un progetto di questa portata venisse valutato nel pieno rispetto delle norme ambientali e dei vincoli esistenti. Sarebbe clamoroso che, di fronte a queste osservazioni, il progetto venisse comunque valutato positivamente».
Il parere del Dipartimento segna un passaggio decisivo in una vicenda che ha acceso il dibattito sul futuro di uno dei tratti più delicati e suggestivi della costa trapanese.
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