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22/02/2026 13:38:00

“Questi sono corpi umani, come i nostri”. Lorefice contro la propaganda sui migranti

«Questi sono corpi umani. Come i nostri». Con parole nette l’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, interviene dopo l’ennesima tragedia nel Mediterraneo e punta il dito contro le scelte politiche sui flussi migratori.

 

Il messaggio è stato inviato a Mediterranea Saving Humans, la piattaforma civile impegnata nelle operazioni di soccorso in mare, in occasione della commemorazione al porto di Trapani delle vittime del ciclone Harry.

Lorefice parla di «una chiara denuncia di chi per mera propaganda populista rivendica il risultato della riduzione degli sbarchi». E aggiunge: «Abbiamo negato loro il diritto a una vita dignitosa, alla mobilità, alla libertà».

Secondo le organizzazioni umanitarie, nei giorni del ciclone sarebbero morti circa un migliaio di migranti. Una quindicina i corpi finora recuperati lungo le coste di Calabria e Sicilia.

 

«Abbiamo ora il dovere, con la cenere in testa, di porre in essere le procedure necessarie per l’identificazione dei corpi riaffiorati e di dare certa e degna sepoltura alle vittime», afferma ancora l’arcivescovo, chiedendo rispetto anche per i familiari «che cercano i propri cari».

 

Alla commemorazione hanno partecipato don Mattia Ferrari, cappellano di Mediterranea, e Luca Casarini, tra i fondatori della piattaforma. Dalla barca a vela Safira è stato lanciato un omaggio floreale in mare. Sono stati letti anche i messaggi del vescovo di Trapani, Pietro Maria Fragnelli.

 

«È l’umanità a essere in gioco simbolicamente nel Mediterraneo», conclude Lorefice, invitando a non restare indifferenti davanti alle morti in mare.