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23/02/2026 09:00:00

Ciclone Harry, Legambiente: "Schifani sia coerente e pensi alla pianificazione coste"

Dopo il ciclone che ha colpito i comuni della costa ionica, Legambiente Sicilia chiama la Regione alla coerenza. L’associazione ambientalista accoglie positivamente le parole del presidente della Regione, Renato Schifani, che ha parlato di “atteggiamento responsabile” e di una revisione della pianificazione a tutela delle fasce costiere. Ma chiede che alle dichiarazioni seguano atti concreti.

 

Il riferimento è ai danni provocati dall’ultima ondata di maltempo, che ha messo in ginocchio diversi centri della fascia ionica, riaccendendo il tema della fragilità delle coste siciliane, sempre più esposte agli effetti dei cambiamenti climatici.

Secondo Legambiente, la devastazione causata dal ciclone – evento estremo ma non imprevedibile – è il risultato di una costa eccessivamente urbanizzata, privata degli apporti naturali dei torrenti e segnata da scelte di difesa rigida ritenute sbagliate e costose.

 

“Se i danni sono dovuti alla fragilità di un sistema compromesso – sottolinea il presidente di Legambiente Sicilia, Tommaso Castronovo – allora bisogna intervenire subito con misure di riequilibrio”. L’associazione richiama i contenuti dei dossier sull’erosione costiera del 2024 e su “Ciclone Harry”, presentato nei giorni scorsi.

Nel mirino anche alcune decisioni assunte recentemente dalla Regione. Nonostante le dichiarazioni di principio, osserva Legambiente, sarebbero stati avallati – da Schifani nella qualità di commissario per il contrasto del dissesto idrogeologico – interventi di difesa costiera rigida, come pennelli e barriere frangiflutti. Opere che, secondo l’associazione, rischiano di aggravare l’erosione e generare nuovi costi di manutenzione, alimentando quella che definisce “l’economia dei disastri”.

 

Tra le azioni indicate come urgenti nel dossier:

  • la riforma dell’articolo 15 della legge regionale 78/76, eliminando l’eccezione per le “Zone B” e garantendo il rispetto pieno della fascia di inedificabilità dei 150 metri, soprattutto nelle aree a rischio molto elevato (R4) individuate dal PAI Coste;
  • il ripensamento della viabilità costiera, restituendo alle litoranee la funzione di passeggiata lungomare ed evitando ampliamenti che incidono sulle spiagge;
  • il riassetto della viabilità intercomunale, privilegiando le arterie a monte dei centri abitati;
  • il ripristino della capacità di trasporto dei sedimenti dei corsi d’acqua, oggi compromessa da interventi idraulici che impoveriscono i litorali.

 

Un tema che riguarda da vicino anche la provincia di Trapani, dove l’erosione costiera è una criticità strutturale, da Marsala a Mazara, fino al litorale di Erice e alle Egadi. Le ultime mareggiate hanno confermato quanto il sistema sia vulnerabile.

Per Legambiente, la revisione della pianificazione costiera non può più essere rinviata. “Servono scelte coraggiose e coerenti”, ribadisce l’associazione. Ora si attende il passaggio dalle parole ai provvedimenti.