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24/02/2026 19:16:00

Pantelleria, un altro corpo sugli scogli. Adesso sono 15 

Un corpo in avanzato stato di decomposizione è stato rinvenuto sugli scogli di Bue Marino, a Pantelleria. Secondo gli investigatori potrebbe trattarsi di un migrante disperso durante i giorni del ciclone Harry, che tra il 18 e il 21 gennaio ha flagellato il Canale di Sicilia.

 

Con quest’ultimo ritrovamento salgono a quindici le salme recuperate nelle ultime due settimane tra Sicilia e Calabria: sei a Pantelleria, due a Custonaci, una a Trapani, una a Marsala, una a Petrosino, una a San Vito Lo Capo e quattro lungo le coste tirreniche del Vibonese e del Cosentino.

 

Un corpo era stato recuperato il 19 febbraio sulla spiaggia di Torrazza, a Petrosino. Due giorni prima, al tramonto, un altro corpo era stato avvistato nel mare di San Vito Lo Capo da un pescatore impegnato nella prima uscita dopo giorni di maltempo. Martedì sera un ulteriore ritrovamento era avvenuto davanti a Custonaci.

 

Ancora prima, nella mattinata di domenica 15 febbraio, un cadavere con giubbotto salvagente era stato individuato al largo della costa sud di Marsala. Nei giorni precedenti, cinque corpi erano stati recuperati al largo di Pantelleria e, lo scorso 5 febbraio, un altro era emerso nei pressi dell’isolotto della Colombaia, davanti al porto di Trapani.

 

Si tratta, secondo le ipotesi investigative, di migranti annegati in seguito a naufragi avvenuti durante le condizioni meteo estreme di gennaio. In molti casi l’identificazione è resa difficile o impossibile dallo stato di decomposizione avanzata o dai danni causati dalla permanenza in mare. Spesso non è possibile stabilire neppure il sesso delle vittime.

 

Il Mediterraneo continua così a restituire i segni di tragedie consumate lontano dagli occhi, ma che riaffiorano lungo le coste siciliane e calabresi.