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24/02/2026 13:00:00

"La tragedia del piccolo Domenico: un cuore bruciato e due vite distrutte"

Gentile direttore di Tp24, 

il cuore bruciato del piccolo Domenico, due anni e mezzo, ha scosso l'Italia intera. Il bambino è deceduto il 21 febbraio all'ospedale Monaldi di Napoli, dopo aver ricevuto un trapianto di cuore sbagliato. "Serve un nuovo cuore, aiutatemi a salvare il mio bambino" era stata la preghiera disperata della madre, a cui si è unito il coro di preghiera unanime di un' intera nazione.

 

La rabbia e la disperazione della famiglia e di chi ha seguito la storia sono palpabili. Come è potuto accadere? Un trapianto sbagliato, l'utilizzo di un organo in condizioni non più idonee al trapianto, una negligenza e un' incompetenza che hanno distrutto la vita di un bambino e le speranze di due famiglie.

La psicologia del lutto e della perdita è un processo complesso e individuale, ma in questo caso, la tragedia è stata amplificata dalla sensazione di ingiustizia e di evitabilità. La famiglia del piccolo Domenico si trova a dover affrontare un lutto traumatico, con sentimenti di rabbia, colpa e impotenza che possono essere difficili da gestire.

La vita di un bambino malato cronico è un lungo calvario di sofferenza, fatto di giornate faticose e di continue tutele. Non può giocare come i suoi coetanei, non può correre, saltare, andare in bicicletta. I suoi familiari vivono in un costante clima di sofferenza e preoccupazione, i loro ruoli si modificano, l'affetto si trasforma in un'alternanza fra amore, protezione e costrizione nel dovere vedere la fatica e la sofferenza in chi si ama.

 

Dal punto di vista del donatore, la donazione di organi è un atto di grande generosità e speranza, che cerca di dare un nuovo significato allo straziante dolore della perdita del proprio amato, che lascia tante volte un vuoto incolmabile. Per la famiglia del donatore, decidere di donare gli organi è un modo di trovare consolazione, di pensare che almeno la tragedia potrà essere utile alla vita di un altro. È un atto che porta a pensare che una parte del defunto amato vivrà in qualcun altro e permetterà quella continuità che è stata spezzata, permettendo a chi riceve il dono di realizzare il sogno di una vita dignitosa.

La perdita di un figlio è un evento straordinario  particolarmente traumatico per i genitori, poiché il legame di attaccamento è molto forte in cui si parla di dolore viscerale, per questo immaginiamo il significato simbolico legato. La famiglia del piccolo Domenico dovrà affrontare un lungo e difficile processo di elaborazione del lutto, con il rischio di sviluppare ansia e depressione, quegli stati che hanno descritto la famiglia del donatore e, per questo, da sottolineare è anche in loro il danno della speranza infranta.

Quando l'organo donato non è reso idoneo al trapianto, la tragedia si abbatte, come una calamità, su due famiglie. La famiglia del donatore si vede deprivata del significato consolatorio di continuità e utilità, mentre la famiglia del ricevente vede distrutta la speranza di salvare la vita del proprio caro.

 

Al cuore ricevuto dal piccolo Domenico erano legate due storie, due esseri umani, due mamme, due genitori, due famiglie, due dolori, due volontà, due speranze, due motivazioni, due preoccupazioni, due sogni. Un "cuore bruciato" ha distrutto tutto questo: due famiglie, due bambini preziosi, con destini apparentemente diversi, legati da un filo conduttore, ma resi uguali dalla negligenza umana.

 

La negligenza e l'incompetenza non possono essere comprese, è tempo di cambiare il sistema per garantire la sicurezza e la dignità dei pazienti e fi chi li circonda, in un clima sociale fatto di tagli alla sanità pubblica. Un Sistema Sanitario efficiente fa parte dei diritti dei cittadini ed è da includersi nel benessere psicologico del cittadino, per questo la mancanza non può essere tollerata. La vita di un bambino come Domenico vale più di qualsiasi errore o mancanza umana e sanitaria.

 

Anna Maria Tranchida, psicologa  e psicoterapeuta