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25/02/2026 12:37:00

Terreni allagati, crolla la semina nel Trapanese: l’allarme della CNA

Premesse nere per i produttori di grano della provincia di Trapani. Le piogge abbondanti e violente degli ultimi mesi hanno reso impraticabili molti terreni argillosi, compromettendo in modo pesante la semina dei cereali. La stima è chiara: grano duro sotto il 50% rispetto alle medie degli anni scorsi, con punte che scendono al 30-40%. Per orzo, favetta e foraggi si resta sotto il 30%.

A lanciare l’allarme sono gli imprenditori agricoli iscritti alla CNA Trapani, che parlano di una situazione ormai fuori controllo.

 

Campi impraticabili e semine dimezzate

Nei terreni allagati non è possibile intervenire né con l’aratura né con le concimazioni di copertura. L’acqua ristagna, i mezzi agricoli non possono entrare e la stagione di semina rischia di chiudersi con un bilancio drammatico.

Una proiezione che getta nello sconforto un comparto già messo a dura prova da cambiamenti climatici, costi di produzione in aumento e margini sempre più ridotti. “Lavorare in agricoltura è diventato antieconomico – raccontano alcuni produttori – spesso non riusciamo nemmeno a coprire le spese sostenute”.

In un territorio come quello trapanese, dove la cerealicoltura rappresenta una fetta importante dell’economia agricola, il colpo rischia di essere pesante anche sul piano occupazionale e dell’indotto.

 

Prezzi sotto i costi di produzione

A peggiorare il quadro è il crollo del prezzo del grano. Dal raccolto 2025 i valori di mercato sono scesi sotto i costi di produzione. A giugno il prezzo non superava i 25 centesimi al chilo, oggi si parla addirittura di 20 centesimi.

Eppure l’ISMEA aveva indicato in un documento ufficiale che il prezzo minimo del grano duro non dovrebbe scendere sotto i 31-33 centesimi al chilo, definendo sleali le trattative al di sotto di tale soglia.

Se alla Borsa Merci di Foggia le quotazioni oscillano tra i 27 e i 28 centesimi al chilo, al netto di trasporto e magazzino, per i produttori della provincia di Trapani il ricavo reale non supera i 20 centesimi.

 

La presa di posizione della CNA

“È inammissibile che un settore portante della nostra economia venga mortificato in questo modo”, dichiara Antonio Spezia, presidente provinciale CNA Agricoltura. Gli incentivi attuali, secondo l’associazione, non bastano a coprire i costi di produzione e servono scelte strutturali per garantire stabilità e continuità al comparto.

Preoccupazione anche per l’accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur, firmato a inizio 2026, che potrebbe facilitare l’ingresso di prodotti agricoli sudamericani a costi inferiori. Il rischio, secondo la CNA, è un’ulteriore pressione sui prezzi dei cereali locali, con una concorrenza ritenuta squilibrata rispetto agli standard ambientali e fitosanitari richiesti agli agricoltori italiani.

Tra campi allagati e prezzi in caduta libera, per i cerealicoltori del Trapanese si profila una stagione tra le più difficili degli ultimi anni. E il timore è che, senza interventi concreti, molte aziende possano non reggere l’urto.