Politica e malaffare a Marsala, Chianetta ha patteggiato la condanna
Non solo un comprimario. Nelle carte dell’inchiesta sui fondi europei della formazione professionale, Ignazio Chianetta appare come una figura chiave dell’ingranaggio che ruotava attorno agli enti Cesifop e Tai e al Movimento VIA.
Volto noto della politica marsalese, consigliere comunale ed ex allenatore del Marsala, Chianetta ha scelto di patteggiare una pena di 8 mesi nel procedimento che vede tra i principali imputati l’ex senatore Nino Papania. Una decisione che chiude per lui il capitolo giudiziario, ma che lascia aperti interrogativi politici. Chianetta ha patteggiato 8 mesi in continuazione con 2 anni e 4 mesi già patteggiati davanti al Gup di marsala (in totale sono 3 anni).
Il ruolo nell’ordinanza: “organizzatore” e raccordo operativo
Nell’ordinanza del Gip del Tribunale di Marsala, Chianetta viene indicato tra gli indagati principali insieme a Papania e ad altri esponenti del gruppo .
Il giudice ricostruisce l’assetto del presunto “sodalizio criminale” e attribuisce a Chianetta un ruolo ben preciso: quello di organizzatore operativo, incaricato di veicolare le indicazioni di Papania nella gestione concreta degli enti di formazione, in particolare del C.E.SI.FO.P. .
Sempre nell’ordinanza si legge che Chianetta avrebbe collaborato:
alla gestione dell’ente,
alle assunzioni di personale,
alla partecipazione ai bandi,
alla predisposizione della documentazione,
alla distrazione di fondi pubblici verso finalità diverse da quelle previste .
Non un semplice sostenitore politico, dunque, ma una cerniera tra il livello decisionale e quello esecutivo.
I corsi, gli attestati, le graduatorie
Le intercettazioni documentano conversazioni sulle selezioni del personale, sulla pubblicazione delle graduatorie e sulla necessità di “sistemare” tutor e docenti.
In diversi passaggi emerge la gestione delle procedure per i corsi finanziati dal Programma Operativo del Fondo Sociale Europeo 2014/2020, con riferimenti alla creazione di posti di lavoro e alla definizione delle graduatorie .
Secondo l’accusa, una parte del sistema si fondava su autocertificazioni e attestazioni funzionali all’ottenimento dei finanziamenti e alla rendicontazione dei corsi. In questo quadro, Chianetta sarebbe stato tra i soggetti che, in concorso con altri, contribuivano alla gestione operativa del meccanismo.
La politica e il Movimento VIA
Chianetta è indicato come uno dei primi aderenti al Movimento VIA (Valori, Impegno, Azione), formazione politica riconducibile a Papania e artefice della vittoria del Sindaco di Marsala, Massimo Grillo alle elezioni amministrative del 2020.
Nelle carte delle indagini si parla esplicitamente di utilizzo degli enti di formazione anche come strumento di rafforzamento del consenso politico, attraverso assunzioni e incarichi funzionali a consolidare reti territoriali .
Il quadro accusatorio sostiene che circa 800 mila euro sarebbero stati impiegati per spese personali o per iniziative connesse al movimento e a campagne elettorali, mentre ulteriori 2,5 milioni sono stati bloccati dall’inchiesta.
Dal campo sportivo all’aula giudiziaria
Per Marsala, Chianetta non è un nome qualsiasi. Oltre al ruolo in Consiglio comunale, è stato anche allenatore del Marsala calcio, presenza costante nel dibattito politico e sportivo cittadino.
Il patteggiamento a 8 mesi segna per lui un punto fermo giudiziario. Ma sul piano politico il caso resta pesante: perché l’inchiesta non riguarda solo presunte irregolarità amministrative, bensì il cuore della formazione professionale finanziata con fondi europei.
E soprattutto perché, secondo l’impianto accusatorio, quel sistema avrebbe avuto una dimensione politica strutturata, nella quale Chianetta avrebbe svolto un ruolo di primo piano.
Il processo per gli altri imputati inizierà il 24 marzo davanti al Tribunale di Trapani. In aula si discuterà la tenuta di un impianto accusatorio che, già nelle carte, disegna una rete ben più ampia di singole responsabilità personali.
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