Il presidente del Libero Consorzio comunale di Trapani, Salvatore Quinci, porta a Roma il nodo siciliano degli Enti di area vasta. Durante il comitato direttivo nazionale dell’UPI (Unione Province Italiane) ha chiesto una “netta inversione di tendenza” per superare disparità e limiti che, secondo lui, penalizzano i Liberi Consorzi dell’Isola.
La riunione si è svolta oggi nella Capitale. Per Quinci era la prima partecipazione come coordinatore regionale dei presidenti dei Liberi Consorzi comunali siciliani. Nel confronto con le altre Province italiane – ha spiegato – è emersa “con forza” la differenza di ruolo, profilo istituzionale e capacità operativa rispetto agli enti del resto d’Italia, che dopo la legge Delrio hanno strumenti e funzioni più definiti.
L’UPI nazionale, ha riferito Quinci, è pronta a sostenere la battaglia dei Liberi Consorzi siciliani. Un appoggio che il presidente trapanese definisce “incoraggiante” e segnale di unità all’interno dell’Unione delle Province.
Nel mirino c’è la legge regionale 15 del 2015, che secondo Quinci necessita di modifiche urgenti per ridefinire l’assetto istituzionale degli Enti di area vasta e consentire una piena operatività amministrativa. “Ho sempre considerato i Liberi Consorzi la casa dei Comuni – afferma – ma una casa deve avere fondamenta solide”.
Quinci chiama in causa direttamente il presidente della Regione, Renato Schifani, e l’Assemblea regionale siciliana, chiedendo l’assunzione di responsabilità per costruire una nuova architettura istituzionale. Pesano, sottolinea, circa 14 anni di commissariamenti, interrotti solo da tre pronunce della Corte costituzionale.
Un passaggio riguarda anche lo Statuto speciale della Regione, che – secondo il coordinatore dei presidenti – non può essere utilizzato come “scudo” per rinviare riforme strutturali, ma deve servire a garantire agibilità istituzionale, politica e amministrativa ai Liberi Consorzi.
Per consolidare la sinergia con l’UPI, è in programma un evento in Sicilia con la presenza del direttivo nazionale. “Pronti al confronto con il presidente Schifani e con il Parlamento regionale”, conclude Quinci, rilanciando il dialogo istituzionale per aprire una nuova fase per gli enti intermedi dell’Isola, compreso quello di Trapani.