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27/02/2026 10:55:00

Marsala: lavoratore mense escluso dopo 27 anni. Uil: "Clausola sociale ignorata"

Un lavoratore storico delle mense scolastiche di Marsala, con 27 anni di servizio alle spalle, sarebbe stato escluso dopo un periodo di malattia. A denunciare il caso è la Uil di Marsala, che punta il dito contro Vivenda, azienda subentrata nell’appalto della refezione comunale.

Secondo quanto riferito dal sindacato, l’uomo – in servizio dal 1998 – non sarebbe stato richiamato alla ripresa delle attività dopo le festività natalizie, nonostante la cosiddetta “clausola sociale” preveda la riassunzione del personale già impiegato nel servizio in caso di cambio d’appalto.

 

A intervenire è Giuseppe Tumbarello della Uil: “L’esclusione del lavoratore, volto storico del servizio, ci lascia sgomenti. Parliamo di una persona reduce da un problema di salute certificato tra novembre e dicembre. Mentre il servizio è ripartito a pieno regime per tutti i colleghi, per lui non è arrivata alcuna chiamata”.

Il sindacato parla di un caso “di gravità inaudita” e sostiene che la mancata riassunzione rischi di svuotare di contenuto la clausola sociale prevista dal Codice degli Appalti, strumento pensato proprio per garantire continuità occupazionale nei servizi pubblici locali.

Nel mirino della Uil anche le modalità contrattuali adottate dall’azienda. “A differenza delle altre imprese dell’Ati, Bitti e Siciliana Pasti, che hanno assunto direttamente i lavoratori – spiega Tumbarello – Vivenda ha utilizzato esclusivamente contratti di somministrazione tramite l’agenzia Humangest per 19 unità. Una scelta che appare come un tentativo di precarizzare un servizio stabile e continuativo”.

 

La Uil chiede un intervento immediato del Comune di Marsala, in qualità di ente appaltante, per garantire il rispetto della clausola sociale e il reintegro del lavoratore escluso. “Il rispetto della dignità del lavoro non può essere un optional – conclude Tumbarello – e la coincidenza tra lo stato di salute e la mancata riassunzione lascia presagire una possibile discriminazione che porteremo in ogni sede legale competente”.

La vicenda riaccende l’attenzione sulla gestione degli appalti pubblici in città, in un settore delicato come quello della refezione scolastica, che coinvolge decine di famiglie marsalesi e rappresenta un servizio essenziale per le scuole del territorio.