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28/02/2026 16:52:00

Certificati falsi per lavorare, verso il processo 82 indagati: ecco tutti i nomi

Un sistema rodato, ramificato, capace di produrre certificati falsi come fossero biglietti da visita. E adesso, dopo mesi di indagini, la Procura chiude il cerchio: 82 persone rischiano il processo.

L’inchiesta – partita dal Palermitano e allargatasi fino alla Lombardia – avrebbe svelato un vero e proprio mercato delle attestazioni irregolari, utilizzate per scalare graduatorie, lavorare o ottenere titoli utili per concorsi e incarichi.

Un meccanismo che, secondo gli inquirenti, avrebbe coinvolto non solo chi produceva i certificati, ma anche chi li richiedeva.

 

L’inchiesta della Procura

 

Gli avvisi di conclusione delle indagini sono stati notificati a 82 indagati. Tra loro figurano professionisti, intermediari e semplici “clienti”.

Il sistema – stando all’ipotesi accusatoria – rilasciava false attestazioni valide per incrementare punteggi nelle graduatorie o per certificare competenze mai realmente conseguite.

In alcuni casi, secondo quanto emerso, le misure cautelari richieste non sarebbero state autorizzate dal Gip. Ma l’indagine è andata avanti, ricostruendo una rete che dalla Sicilia si sarebbe estesa anche al Nord Italia.

Tra gli indagati figurano anche un ex assessore di Borgetto e un sindacalista.

 

Dai grafici ai clienti: tutti i nomi

 

Ecco l’elenco completo delle 82 persone destinatarie dell’avviso di conclusione delle indagini:

Filippo D’Arrigo, 42 anni; Antonio Tola, 33; Francesco Amato, 67; Fabio Cicciari, 57; Antonio Amato, 54; Filippo Amato, 37; Eliseo Barone, 36; Francesca Barone, 40; Giuseppe Barone, 45; Gianfranco Barretta, 57; Ivan Leonardo Brugnano, 37; Salvatore Cassarà, 30; Flora D’Amico, 59; Vito D’Amico, 52; Gaspare Durantini, 57; Giovanni Durantini, 23; Rocco Giuseppe Ferro, 61; Valentina Furore, 39; Filippa Gaglio, 50; Vincenzo Gaglio, 44; Giovanni Gambino, 56; Gaspare La Tona, 47; Graziella Lombardo, 29; Angela Lumetta, 43; Fabio Marchione, 24; Emanuele Marino, 34; Salvatore Monte, 49; Jessica Nania, 35; Rosa Passerini, 40; Cristina Rina, 36; Giuseppe Rubicondo, 39; Alice Siragusa, 25; Guido Siragusa, 61; Giuseppe Terranova, 33; Rosanna Tesi, 33; Antonella Tola, 51; Francesca Pia Tola, 28; Francesco Tumminia, 37; Pietra Volpe, 54; Vito La Rocca, 45, tutti di Partinico; Antonio Scalici, 68, Anna Alì Mah, 37, Maria Alessandra Barresi, 55, Renato Battaglia, 46, Maria Chiara Bruno, 32, Giuseppa Di Pasquale, 46, Giuseppina Favuzza, 54, Giammarco Filippi, 34, Graziella Marcianò, 59, Maurizio Militello, 56, Samuele Militello, 26, Giuseppe Piaggiarella, 27, Catia Maria Romagnino, 59, Abdesalam Lachguere, 41, Zaman Muhammad, 42, Shopon Ahmed, 35, tutti di Palermo; Domenico Parra, 45, Gioacchino Polizzi, 56, Francesco Barretta, 46, Salvatore Barretta, 36, Valentina Simonetta, 43, Salvatore Tinaglia, 46, tutti di Borgetto; Maria Barone, 41, Rosalía Corso, 43, Francesco Passaro, 44, tutti di Misilmeri; Carmen Pecoraro, 44, e Giacoma Sinforini, 50, entrambe di Carini; Stefania Renda, 49, e Rosa Tinervia, 59, residenti a Montelepre; Floriana Ciaramitaro, 30, di Terrasini; Giovanni Bisconti, 27, di Belmonte Mezzagno; Stefania Barresi, 44, Paese (Treviso); Rosa Casarrubia, 38, Trappeto; Gioacchino Di Piazza, 30, Malalbergo (Bologna); Calogero Guarneri, 26, San Giuseppe Jato; Emanuel Versaci, 35, Santa Cristina Gela; Antonio Vitale, 44, Cinisi; Abdul Majeed, 53, Solaro (Milano); Ramandeep Kaur, 34, Castiglione delle Stiviere (Mantova); Naheed Riaz, 44, Cepagatti (Pescara); Waseem Asghar, 41, Chieti.

 

L’inchiesta adesso entra nella fase decisiva: sarà il giudice a valutare le richieste della Procura e a stabilire chi dovrà affrontare il processo.

 

Una vicenda che riaccende i riflettori su un tema delicato: il valore dei titoli, la trasparenza nelle graduatorie e la fiducia nelle istituzioni. Perché dietro ogni certificato falso non c’è solo un reato ipotizzato, ma anche una distorsione delle regole che penalizza chi quelle regole le rispetta.