Via libera alle anticipazioni senza interessi per abbattere gli immobili abusivi in Sicilia. L’Assessorato regionale al Territorio e Ambiente ha pubblicato il decreto con l’avviso rivolto ai Comuni per accedere al fondo di rotazione destinato alle demolizioni e al ripristino dello stato dei luoghi.
Le risorse disponibili ammontano a 2 milioni di euro. Si tratta, come viene sottolineato, della cifra più alta stanziata dalla nascita del fondo nel 2021. Un risultato che arriva anche dopo le segnalazioni di Legambiente e Anci Sicilia che, durante la sessione di bilancio 2026, avevano denunciato l’azzeramento delle somme.
Legambiente Sicilia non basta
“Pur essendo la dotazione più consistente finora prevista, riteniamo che sia insufficiente”, afferma il presidente Tommaso Castronovo.
Secondo l’associazione ambientalista, negli anni il fondo si è dimostrato inadeguato rispetto al numero di immobili abusivi censiti nell’Isola e alle richieste presentate dai Comuni.
I numeri confermano lo squilibrio tra risorse e fabbisogno. Nel 2024, a fronte di 1 milione di euro disponibile, le richieste complessive dei Comuni hanno superato i 3,2 milioni. Nel 2025, con una dotazione scesa a 500 mila euro, le domande hanno raggiunto quasi 1,9 milioni.
Per questo Legambiente chiede una dotazione stabile di almeno 5 milioni di euro l’anno. “Se l’edilizia illegale continua a crescere – aggiunge Castronovo – è anche perché non si interviene con le demolizioni, alimentando di fatto un clima di sostanziale impunità”.
Il quadro resta critico
Secondo lo studio di Legambiente “Abbatti l’abuso. I numeri delle (mancate) demolizioni nei Comuni italiani”, tra il 2004 – anno successivo all’ultimo condono – e il 2022 in Sicilia è stato eseguito poco più del 19% delle ordinanze di demolizione emesse.
Anche i dati Istat, contenuti nel Rapporto Bes 2022, fotografano una situazione allarmante: ogni 100 immobili realizzati nel rispetto delle regole, oltre 60 risultano abusivi.
Un fenomeno che in provincia di Trapani continua a pesare, soprattutto nelle aree costiere e nelle zone agricole, dove negli anni non sono mancati casi di sequestri e ordinanze rimaste sulla carta. Il tema delle demolizioni resta centrale anche per i Comuni del territorio, spesso in difficoltà nel reperire le risorse per eseguire gli abbattimenti.
“In seguito alla recente sentenza della Corte Costituzionale sulla legittimità dell’articolo 15 della legge regionale 78 del 1976 – conclude Castronovo – i Comuni devono impegnarsi con maggiore rigore. Regione e Stato garantiscano risorse economiche e organizzative adeguate, anche attivando le prefetture come previsto dalla legge, per ristabilire la legalità e tutelare l’ambiente”.
La partita contro l’abusivismo edilizio, dunque, resta aperta. E per molti territori siciliani, compreso il Trapanese, passa anche dalla capacità di trasformare le ordinanze di demolizione in interventi concreti.