Il Trapanese si prepara all’estate con il doppio dell’acqua negli invasi rispetto all’anno scorso e con il possibile arrivo, entro giugno, del secondo modulo del dissalatore. Nel lago Garcia ci sono infatti circa 36 milioni di metri cubi, contro i 18 milioni dello scorso anno. Il sistema idrico provinciale si muove quindi con sei mesi di anticipo per gestire i quasi 500 litri al secondo che Siciliacque distribuisce complessivamente ai comuni del territorio, molti dei quali ex EAS.
Il quadro, rispetto all’anno scorso, è molto diverso: negli invasi c’è il doppio dell’acqua, mentre la rete di approvvigionamento è stata rafforzata con collegamenti tra acquedotti, riattivazione di impianti e il contributo del dissalatore.
Una parte importante dell’acqua che arriva nella provincia di Trapani proviene dalla provincia di Agrigento, dove si trovano i principali bacini utilizzati dal sistema regionale. In particolare l’acqua arriva dalle dighe Garcia e Arancio, entrambe collegate ai potabilizzatori che trattano l’acqua prima dell’immissione nella rete potabile. Negli ultimi anni questi invasi sono stati interconnessi, permettendo di utilizzare più fonti contemporaneamente e rendendo il sistema più stabile.
Invasi più pieni e sistema interconnesso
Il dato più evidente riguarda proprio la diga Garcia, che oggi contiene circa 36 milioni di metri cubi di acqua, contro i circa 18 milioni dello scorso anno. Un livello che consente di affrontare la stagione estiva con una situazione molto più favorevole.
«Il messaggio per quest’estate è che partiamo con una situazione nettamente migliorata, con il doppio dell’acqua negli invasi rispetto all’anno scorso», spiega il presidente dell’ATI idrico Francesco Gruppuso.
Il sistema regionale gestito da Siciliacque distribuisce complessivamente tra 450 e 500 litri al secondo ai comuni del territorio. Negli ultimi due anni, però, sono stati riattivati pozzi e creati collegamenti tra reti e acquedotti, aumentando la cosiddetta resilienza del sistema, cioè la capacità di resistere a eventuali crisi idriche.
Dissalatore e secondo modulo in arrivo
Tra gli elementi che rafforzano la rete c’è anche il dissalatore, entrato in funzione negli ultimi mesi. Oggi l’impianto fornisce circa 96 litri al secondo, ma il contributo potrebbe aumentare a breve.
«Per giugno, se il commissario nazionale realizza quanto previsto dalla cabina di regia attraverso Siciliacque, avremo un secondo modulo di dissalatore», spiega Gruppuso.
Il dissalatore, però, non è considerato la soluzione principale. Viene utilizzato come supporto nei momenti di maggiore difficoltà, mentre il sistema punta soprattutto sul potenziamento dei potabilizzatori collegati agli invasi.
«Sia l’Arancio che il Garcia sono utilizzati sia per l’irrigazione sia per il potabile; in ogni caso l’acqua deve passare prima nel potabilizzatore e poi entrare nella distribuzione», chiarisce Gruppuso.
Trapani e i pozzi di Bresciana
In questo quadro Trapani resta una realtà particolare, perché dispone anche di fonti proprie, soprattutto i pozzi comunali della zona di Bresciana. Negli ultimi mesi il Comune ha utilizzato intensamente questi impianti.
«Nel 2025 è stata prelevata una quantità di acqua dai pozzi di Bresciana mai così elevata, resa possibile dal fatto che sono funzionanti 18 pozzi su 18», spiega il dirigente comunale Orazio Amenta.
L’attivazione dei pozzi ha comportato maggiori consumi energetici. «Il Comune ha speso circa 250 mila euro in più per energia elettrica, ma ha risparmiato circa un milione di euro perché ha acquistato molta meno acqua da Siciliacque», aggiunge Amenta.
Il caso Alcamo e la rete dei comuni
Il dissalatore, quindi, per Trapani resta una sorta di piano B, perché la città continua a utilizzare prevalentemente le proprie risorse. Diversa è la situazione di altri comuni della provincia, come Alcamo, che in parte ricevono acqua proprio dal sistema collegato al dissalatore.
Proprio Alcamo nelle ultime settimane ha registrato alcune difficoltà legate ai pozzi di Inici, dove una condotta ormai datata ha causato problemi nella distribuzione. Siciliacque ha avviato la sostituzione della tubazione e l’intervento dovrebbe concludersi nel giro di alcune settimane.
Il quadro complessivo, comunque, appare oggi più solido rispetto al passato. Tra invasi più pieni nell’agrigentino, sistemi interconnessi, nuovi pozzi e il supporto del dissalatore, la rete idrica della provincia di Trapani arriva all’estate con più fonti disponibili e una maggiore capacità di resistere a eventuali crisi idriche.