Si chiude con un'archiviazione definitiva la vicenda giudiziaria che vedeva coinvolto l'ex assessore al servizio idrico Enzo Guaiana e un componente del comitato spontaneo “L'acqua è un diritto di tutti” , denunciato per diffamazione.
La decisione arriva dopo che il pubblico ministero aveva già chiesto l'archiviazione del procedimento. L'opposizione presentata dall'ex assessore non ha modificato l'esito: il giudice ha confermato l'archiviazione del caso.
Le frasi contestate e la valutazione del giudice
Al centro della denuncia alcune espressioni utilizzate dal cittadino nei confronti dell'allora assessore, tra cui l'accusa di “ignorare” le dinamiche del sistema idrico e un giudizio personale ritenuto offensivo.
Il giudice ha distinti i piani: da un lato il diritto di critica nei confronti dell'azione amministrativa, dall'altro le espressioni più dure, ricondotte comunque alla sfera soggettiva e al contesto in cui sono maturate.
Un contesto segnato da forte disagio: la protesta nasceva infatti dalla mancanza di erogazione idrica, con cittadini costretti – in più occasioni – a ricorrere alle autobotti private.
La vicenda non è isolata, ma si è inserita in una crisi idrica cronicizzata negli ultimi anni e per la quale il Consiglio Comunale ha insediato una commissione d'inchiesta.
Già da mesi sono emerse critiche legate alla gestione dei pozzi comunali, in particolare nell'area di Bresciana, con segnalazioni su impianti non funzionanti o sottoutilizzati e ritardi negli interventi di manutenzione: l'ultimo incontro tra il comitato ed il Comune è del 12 marzo scorso.
Allo stesso tempo, il tema dell'aumento dei costi energetici del sistema idrico era finito al centro del dibattito politico: una delibera consiliare dello scorso anno aveva certificato un incremento di circa 650 mila euro, dato interpretato da più parti come conseguenza della riattivazione di alcuni pozzi.
Un elemento che, secondo il comitato spontaneo “L'acqua è un diritto di tutti”, confermerebbe come le critiche denunciate in passato avrebbero avuto un fondamento.
Il rapporto tra cittadini e istituzioni
La vicenda giudiziaria si inserisce anche in un clima di tensione tra amministrazione e cittadini attivi. I rappresentanti del comitato parlano di ripetute minacce di azioni legali a fronte delle segnalazioni pubbliche sui disservizi, in particolare per presunto “procurato allarme”.
Il pronunciamento del giudice interviene quindi su un punto sensibile: il confine tra critica legittima e diffamazione, soprattutto quando si tratta di servizi pubblici essenziali come l'acqua.
L'archiviazione chiude il piano giudiziario, ma non quello politico e amministrativo. Resta infatti aperto il nodo della gestione del servizio idrico e della sua efficienza, tema che continua a incidere direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini.