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27/03/2026 12:18:00

Trapani, il caso delle decadenze dei nove consiglieri: l'Assessorato regionale risponde

Nella serata di giovedì 26 marzo, al Comune di Trapani è arrivato l’atteso parere dell’Assessorato alle Autonomie Locali sulla questione della decadenza dei nove consiglieri di maggioranza di Trapani.

Decadenza dei consiglieri a Trapani: sintesi della vicenda

Il caso nasce dalle sedute del consiglio straordinario e aperto del 22 e 23 ottobre sulla controversia della convenzione sull’affidamento del Pala Daidone, quando nove consiglieri di maggioranza decisero di non partecipare ai lavori del Consiglio comunale, motivando pubblicamente e formalmente – anche tramite comunicazione alla Presidenza – la loro assenza con ragioni politiche.

Alla base della scelta, la contestazione sull’oggetto della seduta straordinaria: secondo i consiglieri, la questione del PalaDaidone non rientrava nelle competenze del Consiglio, ma in quelle gestionali di Giunta e dirigenti.

Da qui si è aperto il fronte politico e giuridico: l’opposizione ha sostenuto che quelle assenze fossero “ingiustificate” e dunque idonee a far scattare la decadenza, prevista dallo Statuto comunale dopo tre assenze consecutive. Una eventualità che, se confermata per tutti gli otto consiglieri, avrebbe avuto conseguenze dirompenti fino al possibile commissariamento del Consiglio Comunale.

Cosa dice la norma e perché il caso Trapani è controverso

Il nodo giuridico riguarda l’interpretazione dell’articolo 29 dello Statuto comunale, che prevede la decadenza del consigliere in caso di tre assenze consecutive non giustificate. Una norma pensata per sanzionare comportamenti di negligenza reiterata, tali da compromettere il funzionamento dell’organo consiliare.

Tuttavia, il dispositivo statutario contiene già al suo interno elementi di garanzia: il consigliere ha infatti dieci giorni di tempo per fornire una giustificazione, che non deve necessariamente essere di natura sanitaria ma può includere motivazioni di diversa natura, ivi comprese quelle politiche se adeguatamente argomentate.

Nella nota con valore notarile emessa a novembre scorso, il segretario generale del Comune, Giovanni Panepinto, ha anche chiarito che le assenze non possono essere considerate “ingiustificate”, sia perché documentate e comunicate secondo le regole, sia perché la motivazione politica è convenzionalmente accettata.

Inoltre, Panepinto ha ricordato nella sua relazione che la decadenza è un atto straordinario, da applicare solo quando c’è un reale disinteresse verso il ruolo pubblico, perché altrimenti si andrebbe ad inficiare la volontà dell’elettore e l’esercizio democratico all’atto del voto. In seguito, il presidente del consiglio Alberto Mazzeo ha deciso di rimandare la questione al parere dell’Assessorato Autonomie Locali.

La risposta dell’Assessorato regionale

L’assessorato regionale alle Autonomie Locali, interpellato sulla questione a dicembre, ha finalmente risposto. Ed ha adottato una posizione di sostanziale non ingerenza, rilevando l’assenza del parere del segretario generale e rinviando implicitamente a tale fonte la competenza interpretativa.

Un ulteriore rimbalzo di responsabilità che però solleva la perplessità di come, chi di competenza, abbia potuto dimenticare di inviare all’assessorato il parere del segretario generale, atto dirimente di tutta la questione.

Al netto di tutto, l’orientamento dell’assessorato avvalora la linea già espressa dal segretario Panepinto, secondo cui le assenze motivate da ragioni politiche – formalizzate attraverso un documento – non possono essere ricondotte alla fattispecie di assenza ingiustificata. Ne deriverebbe il venir meno dei presupposti per qualsiasi ipotesi di decadenza, con conseguente archiviazione della vicenda sotto il profilo giuridico-amministrativo.

Il condizionale è d’obbligo, perché se dal punto di vista amministrativo la vicenda potrebbe definirsi risolta, resta aperta la questione politica e, a questo punto, l’opposizione potrebbe riesumare la mozione di sfiducia, lasciata cadere in attesa di sciogliere il nodo delle decadenze.