Da oltre 16 milioni di euro a poco più di 1.500. È questo l’esito di una sentenza del Tribunale di Marsala che ha drasticamente ridimensionato le pretese fiscali nei confronti di un imprenditore di Mazara del Vallo. Il giudice onorario ha infatti annullato nove delle tredici cartelle esattoriali contestate a C.M., difeso dagli avvocati Giovanni Scala, Francesco Foraci e Luigi Varotta del Foro di Palermo. Della somma inizialmente richiesta dall’Agenzia delle Entrate, pari a 16 milioni e 564 mila euro, l’imprenditore dovrà versare soltanto 1.593 euro.
Decisiva la prescrizione
Determinante nella decisione è stata la prescrizione delle pretese fiscali. Le cartelle più rilevanti riguardavano mancati pagamenti di imposte come Ilor, Irpef, Iva, Irap, oltre a tributi vari e diritti camerali. Il giudice ha accolto le eccezioni della difesa, rilevando che i termini per la riscossione – fissati tra i cinque e i dieci anni a seconda della tipologia di imposta – risultavano ormai scaduti, in alcuni casi da tempo, in altri da poche settimane.
Inoltre, non sono stati individuati atti interruttivi validi da parte dell’Agenzia delle Entrate, né condizioni che potessero sospendere i termini di prescrizione. In diversi casi, le notifiche sono risultate assenti o effettuate oltre i limiti previsti.
Notifiche irregolari
Tra gli elementi decisivi anche alcune irregolarità nelle procedure di notifica. In un caso specifico, la comunicazione era avvenuta tramite affissione all’albo comunale, ma non si è perfezionata perché la raccomandata informativa inviata al destinatario è stata restituita al mittente per indirizzo insufficiente.
Un conto drasticamente ridotto
La sentenza segna quindi un ribaltamento totale della vicenda: quello che inizialmente si presentava come un debito milionario si è ridotto a una cifra simbolica. Un esito che evidenzia il peso determinante del rispetto dei termini e delle procedure nella riscossione dei tributi.