Valerio Antonini via da Trapani: compra il Marsala 1912 e sogna la Serie A
Valerio Antonini via da Trapani. Stanco di lottare contro una città ingrata, l’imprenditore romano, dopo l'ennesima ingiusta penalizzazione, ha formalizzato in queste ore l’acquisto del Marsala 1912, la squadra di calcio della città.
Proprio così: da Trapani a Marsala. Che la clamorosa operazione fosse nell’aria lo si era capito negli ultimi post del vulcanico imprenditore romano, che aveva fatto intendere di avere interlocuzioni con il presidente del Marsala 1912, Angelo Casa. E così è stato: il passaggio di quote verrà formalizzato nelle prossime ore e già domenica Antonini assisterà in tribuna alla partita degli azzurri allo stadio municipale.
Tanti i progetti di Antonini per la squadra. «Conto di arrivare in Serie A in pochi anni», dice, annunciando acquisti clamorosi. Tra i primi nomi che trapelano c’è quello di Mario Balotelli, già ad un passo dai granata un anno fa. Ma non finisce qui: nel taccuino del nuovo patron ci sarebbero anche alcuni ex nazionali “in cerca di rilancio” e un paio di giovani promesse pescate direttamente dai social.
Rivoluzione anche in panchina, dove il nuovo mister dovrebbe essere Walter Bisignani, giovane promessa e nipote di Luigi Bisignani, nume tutelare dell’imprenditore. Una scelta che, secondo fonti vicine alla trattativa, sarebbe «coerente con la visione internazionale e spirituale del progetto».
Antonini, del resto, a Marsala troverebbe una città pronta ad accoglierlo a braccia aperte. Lo aveva detto mesi fa anche il sindaco Massimo Grillo, spiegando che l’imprenditore «ha molti estimatori» in città. E a giudicare dai primi commenti, tra entusiasmo, curiosità e un pizzico di déjà vu, sembra proprio così.
Ma è soprattutto sul fronte delle infrastrutture che il progetto si fa ambizioso. In contrada Scacciacane, lì dove dovrebbe sorgere quello che il sindaco Grillo continua a definire «l'ippodromo che non è un ippodromo», nascerà il nuovo villaggio sportivo targato Antonini. Un’area imponente: stadio da 30mila posti, piscine olimpioniche, alberghi, parcheggi multipiano e – secondo indiscrezioni – anche un centro direzionale per lo sviluppo di nuovi business legati allo sport e all’agroindustria. E poi, il dettaglio che più di tutti racconta la cifra del progetto: al centro del villaggio sorgerà una chiesa. «Perché lo sport è fede», avrebbe confidato Antonini ai suoi più stretti collaboratori.
Ma non è finita. Arrivato a Marsala, Antonini ha deciso un altro passo importante: ha acquistato anche la gloriosa emittente lilibetana Canale 2. L’obiettivo è trasformarla in una tv nazionale, una sorta di nuova Rai Due in salsa marsalese, con studi completamente rinnovati e un palinsesto ambizioso.
Già circolano i primi nomi dei volti pronti a sbarcare nella nuova rete: si parla di Simona Tagli e Platinette, insieme ad altri protagonisti della televisione italiana pronti a rilanciarsi da Marsala verso il grande pubblico nazionale.
E mentre il progetto prende forma, la politica locale non resta a guardare. Il sindaco Massimo Grillo avrebbe già pronta una delibera per conferire la cittadinanza onoraria a Valerio Antonini, «per le future vittorie che arriveranno». Ma non solo.
Sul tavolo ci sarebbe anche l’intitolazione di una via o di una piazza all’imprenditore romano. D’altronde, a Marsala ormai un’intitolazione non si nega a nessuno. E, esauriti i nomi dei defunti, l’amministrazione starebbe valutando seriamente di cominciare dai vivi.
Intanto in città si sogna. E qualcuno già immagina il derby del futuro: Marsala in Serie A e Trapani costretto a inseguire. Una prospettiva che fino a ieri sembrava fantascienza.
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