Al momento, la politica a Trapani sembra ruotare attorno a uno scontro sempre più acceso tra il presidente del Consiglio Alberto Mazzeo e il sindaco Giacomo Tranchida.
Che non se le mandano a dire tramite i social.
Alla risposta di Tranchida, Mazzeo fa seguire un post su Fb, in cui accusa duramente l’amministrazione di essere inefficiente e autoreferenziale, sostenendo che Trapani sia “parte lesa” proprio a causa della cattiva gestione del sindaco. Denuncia promesse elettorali non mantenute, ritardi nei bilanci fondamentali (previsione, consuntivo e consolidato) e una gestione confusa delle opere pubbliche. Critica inoltre il progetto BRT, ritenuto stravolto rispetto all’impostazione originaria. Conclude affermando di essere pronto a sostenere una mozione di sfiducia, se si creeranno le condizioni politiche, “per rispetto della città”.
Il sindaco Tranchida risponde alla risposta, sempre via social. Con toni molto duri, parla di un attacco orchestrato e insinua l’esistenza di interessi esterni. Annuncia che si rivolgerà alle autorità competenti, ipotizzando anche reati, tra cui l’art. 338 c.p., che punisce chi usa minacce o violenza contro l’attività amministrativa.
Ma soprattutto accusa indirettamente Mazzeo di essere strumentale a un tentativo di “mettere le mani sulla città”.
Ed in questo confronto entra anche Valerio Antonini, indicato da Tranchida come possibile “mandante”, mentre lo stesso Antonini - sempre via social - invita pubblicamente Mazzeo a compattare l’opposizione e procedere con la mozione di sfiducia.
Lo scontro è sempre più acceso e si sta consumando prevalentemente sui social, con accuse reciproche che vanno oltre il piano amministrativo e coinvolgono anche possibili risvolti giudiziari.