Per Donald Trump, Papa Leone XIV dovrebbe essere simile al primate della Chiesa ortodossa russa, il Patriarca Kirill, solido alleato di Vladimir Putin, che fornisce sostegno ideologico e religioso al suo governo e, in particolare, all’invasione dell’Ucraina. Questa alleanza rappresenta un’unione non solo politica, ma anche strategica, diretta a rafforzare la “Madre Patria” russa.
Il tycoon ha espresso il suo pensiero sul suo social in questi termini: “Papa Leone è DEBOLE sulla criminalità ed è pessimo in politica estera. Parla della ‘paura’ dell’Amministrazione Trump, ma non menziona la paura che la Chiesa cattolica, e tutte le altre organizzazioni cristiane, hanno vissuto durante il COVID, quando arrestavano sacerdoti, ministri e chiunque altro per aver celebrato funzioni religiose, anche all’aperto e mantenendo distanze di tre o persino sei metri. Mi piace molto di più suo fratello Louis, perché Louis è totalmente MAGA. Lui capisce, mentre Leo no! Non voglio un Papa che pensi che vada bene per l’Iran avere un’arma nucleare. Non voglio un Papa che pensi che sia terribile che l’America abbia attaccato il Venezuela, un Paese che stava inviando enormi quantità di droga negli Stati Uniti e, cosa ancora peggiore, svuotando le proprie prigioni — inclusi assassini, spacciatori e killer — mandandoli nel nostro Paese. E non voglio un Papa che critichi il Presidente degli Stati Uniti quando sto facendo esattamente ciò per cui sono stato eletto, con una VITTORIA SCHIACCIANTE, ottenendo numeri record di criminalità ai minimi storici e creando il più grande mercato azionario della storia.
Leo dovrebbe essere riconoscente perché, come tutti sanno, è stata una sorpresa scioccante. Non era in nessuna lista per diventare Papa ed è stato messo lì dalla Chiesa solo perché era americano e si pensava che quello fosse il modo migliore per trattare con il Presidente Donald J. Trump. Se io non fossi alla Casa Bianca, Leo non sarebbe in Vaticano. Sfortunatamente, Leo è debole sulla criminalità, debole sulle armi nucleari, e questo non mi piace affatto, né mi piace il fatto che incontri simpatizzanti di Obama come David Axelrod, un PERDENTE della sinistra, uno di quelli che volevano far arrestare i fedeli e il clero. Leo dovrebbe rimettersi in carreggiata come Papa, usare il buon senso, smettere di compiacere la sinistra radicale e concentrarsi sull’essere un grande Papa, non un politico. Questo lo sta danneggiando molto e, cosa ancora più importante, sta danneggiando la Chiesa cattolica!”.
“Leo”, così è chiamato amichevolmente il Vicario di Cristo dal Presidente degli Stati Uniti, ha commesso il “peccato originale” di fare il Papa: invocare la pace, far tacere le armi e promuovere il dialogo. Nella replica, il vescovo di Roma ha ribadito la sua missione pastorale:
“Non ho paura dell’amministrazione Trump. Il mio messaggio, il messaggio della Chiesa, è il Vangelo di Cristo, che voglio annunciare ad alta voce: beati i costruttori di pace. Non sono un politico e non ho alcuna intenzione di entrare in un dibattito con lui”. Aggiunge: “Io continuo a parlare con forza contro la guerra e a promuovere il dialogo e il multilateralismo fra gli Stati. Troppa gente sta soffrendo. Troppi innocenti continuano a essere uccisi. Perciò penso che qualcuno debba alzarsi per dire che un’altra via è possibile. È la via della pace che indico a tutti i leader del mondo, perché fermino le armi”.
È chiaro che le aspettative di Trump sull’operato di Prevost fossero più funzionali alla sua politica MAGA, anche in ragione della sua nazionalità. Ma dopo appena undici mesi di pontificato, il tycoon ha definito Leone XIV “liberal”. Diversamente, Francesco I era ritenuto troppo “radical” sul tema dell’accoglienza, avendo criticato senza mezzi termini il progetto del muro al confine con il Messico, dichiarando che “una persona che pensa solo a costruire muri non è cristiana”.
E poi il tema dell’ambiente, molto caro a Bergoglio: Trump, invece, aveva ritirato gli Stati Uniti dagli Accordi di Parigi. Nel 2015 Francesco aveva pubblicato l’enciclica Laudato si’, divenuta un manifesto della lotta al cambiamento climatico, e donata al tycoon durante la visita del 2017. Per Trump è difficile sostenere che Prevost sia antiamericano, come invece aveva affermato di Bergoglio. Leone XIV è certamente più moderato e diplomatico del suo predecessore, ma non è assertivo quanto il Patriarca Kirill.
Vittorio Alfieri