×
 
 
17/04/2026 16:30:00

Dall'Ars contributi per 8 milioni in tre anni: la maggior parte nella provincia di Galvagno

Quasi 8 milioni di euro erogati in tre anni riportano al centro dell’attenzione il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno. Il dato emerge mentre resta aperta la sua vicenda giudiziaria legata alle accuse di corruzione e peculato sull’uso dell’auto blu. Il presidente ha chiesto il giudizio immediato, con udienza preliminare fissata per il 4 maggio, puntando a chiarire rapidamente la propria posizione anche in vista delle prossime elezioni regionali.

 

Il report del M5S
A sollevare nuovamente il tema è un report del deputato regionale Adriano Varrica, che ha analizzato i contributi discrezionali concessi dalla Presidenza dell’Ars. Nei primi tre anni del mandato di Galvagno, la cifra complessiva raggiunge i 7,8 milioni di euro, ben oltre i 2,74 milioni distribuiti nello stesso periodo dal predecessore Gianfranco Miccichè.

 

A chi sono andati i fondi
La distribuzione delle risorse mostra una netta prevalenza di contributi destinati ad associazioni ed enti del terzo settore, che assorbono il 67,8% del totale. Seguono gli enti locali con il 19,5% e parrocchie e istituti religiosi con l’11,4%. Marginale, invece, la quota destinata a scuole e università, ferma all’1,5%.

 

Squilibri territoriali
Dal report emerge anche una forte concentrazione dei fondi nella provincia di Catania, che riceve oltre 2,4 milioni di euro, pari a circa il 30% del totale. Spicca il caso di Paternò, città d’origine di Galvagno, che con poco più di 44 mila abitanti ha ottenuto oltre 268 mila euro, più di quanto ricevuto da capoluoghi come Ragusa e Agrigento. Molto più bassi, invece, i contributi destinati a Trapani e Caltanissetta.

 

Le polemiche sui contributi
Il tema dei contributi discrezionali continua a dividere la politica regionale. Nonostante in passato Galvagno avesse annunciato un cambio di passo e l’Ars abbia ristretto i criteri di assegnazione, l’entità delle somme distribuite dalla Presidenza rischia di alimentare nuove critiche.

 

La proposta di riforma
Secondo Varrica, le risorse dovrebbero essere concesse solo in casi eccezionali e attraverso leggi specifiche, con criteri trasparenti e oggettivi. L’obiettivo, sostiene il deputato, è superare definitivamente la logica dei contributi “a pioggia” e garantire una gestione più equa e istituzionale dei fondi pubblici.