Alla Biblioteca Fardelliana un viaggio tra spiritualità e letteratura ha segnato uno degli appuntamenti più partecipati dell’ottava edizione di TrapanIncontra, dedicata quest’anno al tema “Ricostruire – La cura delle parole”.
Protagonista dell’incontro del 18 aprile scorso, è stato Angelo Piero Cappello, poeta e saggista, nonché tra i più autorevoli studiosi di Gabriele d'Annunzio, che ha presentato il suo ultimo libro Il Santo e il Poeta. Mito e rito di Francesco in Gabriele d'Annunzio.
A dialogare con l’autore, il giornalista e scrittore Giacomo Pilati - anche curatore della rassegna - ed un pubblico attento e numeroso, coinvolto in una riflessione che ha messo in relazione due figure solo apparentemente distanti: Francesco d'Assisi e lo stesso d’Annunzio.
Nel corso dell’incontro, Cappello ha illustrato il filo che lega il silenzio mistico del santo alla ricchezza simbolica del Vittoriale degli Italiani, dimora-museo del poeta. "In apparenza sono agli antipodi – ha spiegato – ma si incontrano nel terreno comune della parola e della letteratura".
Il saggio ricostruisce l’evoluzione del mito francescano nell’opera dannunziana: da presenza viva e poetica nelle pagine di Alcyone e Notturno, fino alla sua trasformazione in elemento rituale e scenografico negli spazi del Vittoriale: qui, tra motti, simboli e allestimenti, la figura del santo diventa parte integrante di un complesso apparato narrativo costruito dal Vate.
L’appuntamento si è inserito pienamente nello spirito della rassegna, confermando il valore della parola come strumento di interpretazione e ricostruzione del reale. Un incontro che ha saputo coniugare rigore scientifico e capacità divulgativa, offrendo al pubblico nuovi spunti di lettura su uno dei rapporti più originali della letteratura italiana.