Trapani, via Staiti nel caos: cantieri BRT tra pericoli, buio e soccorsi bloccati
Via Ammiraglio Staiti, Trapani. Cantieri aperti, recinzioni arancioni, traffico continuo. E poi loro: pedoni fermi sul ciglio della strada, che non sanno dove passare. Succede davvero. E succede ogni giorno.
Siamo nel punto più delicato della città: il fronte porto, dove attraccano le navi per le isole, passano turisti con le valigie, studenti diretti alle scuole, lavoratori e pendolari. Un nodo che già di per sé è complesso, e che oggi si trova a fare i conti con il cantiere del nuovo sistema di autobus veloci. Il risultato, secondo le segnalazioni raccolte, è una situazione che non sarebbe in sicurezza né per chi guida né per chi attraversa a piedi.
Il problema più evidente è la mancanza di una segnaletica chiara. In alcuni tratti non è indicato il doppio senso di marcia, non risultano limiti di velocità ben visibili e la carreggiata, ridotta dalle recinzioni, diventa difficile da interpretare. A questo si aggiungono dislivelli e scavi protetti da paratie, ma senza indicazioni adeguate: elementi che per un automobilista, soprattutto di notte, possono trasformarsi in un rischio concreto.
E infatti è proprio la sera che la situazione peggiora. La luce è insufficiente, la visibilità cala e quel tratto di strada diventa una zona grigia, dove capire dove finisce la corsia e dove inizia il cantiere non è sempre immediato. In una via già segnata in passato da incidenti, questo elemento pesa ancora di più.
Sul fronte pedonale, la criticità è altrettanto evidente. Gli attraversamenti pedonali sono di fatto scomparsi, senza che siano stati sostituiti da percorsi alternativi protetti. Così le persone attraversano tra le auto, tra moto, bici e monopattini, spesso trascinando bagagli appena sbarcati dalle navi. Una scena quotidiana che racconta meglio di qualsiasi dichiarazione il livello di difficoltà.
«Sto percorrendo questo tratto – racconta Laura Messina, che lavora nel centro storico – a sinistra il cantiere, a destra tutte le macchine parcheggiate. Mi spieghi come dovrebbe passare un’ambulanza? Come fanno i vigili del fuoco? Non c’è spazio».
La domanda è semplice, ma è quella che più preoccupa. Perché il traffico, come si vede chiaramente anche dalle immagini, è compresso in una sola fascia centrale, con auto parcheggiate ai lati e una colonna continua che si muove a rilento. In queste condizioni, lo spazio per una manovra di emergenza praticamente non esiste.
«Le auto sono ferme, il traffico è incredibile – continua – quanto tempo impiegherebbe un mezzo di soccorso a passare?». Un dubbio che non riguarda solo chi vive la zona, ma anche chi ogni giorno la attraversa per lavoro o per studio. Perché via Ammiraglio Staiti non è una strada secondaria: è il collegamento diretto tra porto, centro storico e scuole, attraversato da centinaia di persone nelle ore di punta.
Eppure, solo pochi giorni fa, dalle istituzioni era arrivato un messaggio diverso. «Il primo tratto della nuova corsia preferenziale è quasi pronto», scrive il dirigente ai lavori pubblici Orazio Amenta. «La prossima settimana si smonterà questo pezzo di cantiere per avviare il secondo tratto. Uno dei primi sistemi di autobus veloci del Meridione, lungo circa 4,5 chilometri».
Una visione chiara: velocizzare i collegamenti, ridurre il traffico, cambiare il modo di muoversi in città. «Con questo progetto riduciamo i tempi di percorrenza, decongestioniamo il traffico e tagliamo le emissioni», afferma il sindaco Giacomo Tranchida. «È mobilità sostenibile vera, non slogan. Stiamo mantenendo gli impegni presi con i cittadini. Chiedo ancora un po’ di pazienza per i disagi: stiamo lavorando per consegnare un’infrastruttura che cambierà Trapani».
Ma tra la visione e la realtà quotidiana, oggi, c’è una distanza evidente. Perché mentre si parla di trasporto pubblico efficiente e città europea, la strada racconta altro: traffico rallentato, spazi ridotti, pedoni senza tutele e automobilisti costretti a muoversi in condizioni incerte. E soprattutto un punto che resta centrale: l’assenza di corridoi liberi per i mezzi di emergenza.
Il cantiere va avanti, i lavori procedono, ma il problema è il “durante”.
Perché oggi via Ammiraglio Staiti è una strada dove si sommano porto, scuole, turismo e traffico urbano, e dove ogni errore di gestione pesa il doppio. E la domanda resta lì, sospesa tra le auto in fila e le recinzioni arancioni: quanto è sicuro, oggi, attraversare o percorrere questa strada?
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