Trapani senz’acqua: il Comitato cittadino scrive alla Procura
A Trapani c’è chi aspetta l’acqua di notte, chi controlla continuamente i turni di erogazione e chi ormai considera le autobotti una spesa fissa.
In diversi quartieri della città il servizio idrico continua a funzionare a singhiozzo: pressione insufficiente, rubinetti a secco e turnazioni irregolari sono diventati parte della quotidianità. E se l'acqua arriva, in alcune zone arriva contaminata.
Adesso i cittadini chiedono risposte alla Procura della Repubblica.
La richiesta, trasmessa via PEC, punta a verificare se sia stato aperto un procedimento e se siano stati avviati accertamenti sulla gestione del servizio idrico cittadino.
La denuncia e i disagi nei quartieri
Secondo il Comitato, la situazione non può più essere considerata una semplice emergenza legata alla siccità.
Da mesi vengono segnalate erogazioni discontinue, intere zone senz’acqua anche durante i turni previsti, difficoltà di approvvigionamento e dubbi sulla qualità dell’acqua distribuita.
Sulle pagine social, un bollettino di guerra. Il Comitato pubblica quotidianamente testimonianze provenienti da diversi quartieri cittadini: dal centro storico alle periferie vengono raccontati casi di abitazioni rimaste senz’acqua per giorni, turnazioni non rispettate e famiglie costrette a organizzarsi con serbatoi domestici e autobotti private.
Una crisi che va avanti da mesi
Negli ultimi mesi la crisi idrica è diventata uno dei temi più delicati per la città di Trapani. In diversi quartieri i cittadini hanno denunciato erogazioni irregolari, pressione insufficiente e lunghi periodi senz’acqua. La gestione delle turnazioni ha generato polemiche e proteste, mentre sempre più famiglie hanno dovuto ricorrere a serbatoi privati e autobotti.
Per molti residenti il problema non è più percepito come un’emergenza temporanea legata alla siccità, ma come una condizione strutturale che modifica la vita quotidiana. In alcune zone della città l’acqua arriva soltanto in determinate fasce orarie e spesso con una pressione insufficiente a raggiungere i piani più alti delle abitazioni. L'avvio della stagione turistica - con maggiori presenze in città e, di conseguenza, maggiori consumi d'acqua previsti - allarma i proprietari delle strutture ricettive, che dovranno fare i conti con gli ospiti e con le autobotti per evitare i disagi.
I problemi della rete idrica cittadina
Nel confronto avviato nei mesi scorsi con l’amministrazione comunale e con l’ufficio tecnico idrico sono emerse anche le criticità strutturali della rete cittadina. Perdite diffuse, condotte obsolete e difficoltà nel quantificare la dispersione dell’acqua rendono fragile il sistema di distribuzione.
Secondo le segnalazioni raccolte dal Comitato e dai cittadini, anche alcuni pozzi non riuscirebbero a garantire la portata necessaria per coprire il fabbisogno della città. Una situazione che alimenta dubbi sulla capacità complessiva del sistema di garantire continuità nell’erogazione.
Accanto alla carenza idrica, in diversi quartieri sono emerse anche preoccupazioni sulla qualità dell’acqua distribuita.
Negli ultimi mesi cittadini hanno segnalato casi di acqua torbida o con odori anomali, chiedendo controlli più frequenti e comunicazioni più tempestive da parte delle autorità competenti.
Le segnalazioni sui social sono diventate uno dei principali strumenti attraverso cui i residenti raccontano i disagi quotidiani: fotografie dei rubinetti a secco, video delle autobotti e testimonianze di famiglie costrette a organizzare la giornata in base agli orari dell’acqua.
Gli interventi annunciati dal Comune
Nel frattempo l’amministrazione comunale e gli uffici tecnici hanno più volte annunciato interventi sulla rete idrica cittadina, tra manutenzioni straordinarie, ricerca perdite e progetti finanziati con fondi regionali e nazionali.
Resta però aperta la questione dei tempi necessari per rendere il sistema più stabile ed efficiente.
Ed è proprio su questo punto che il Comitato chiede oggi maggiore trasparenza e chiarezza sulle responsabilità.
“Non vogliamo che tutto finisca nel silenzio”
Adesso il fronte si sposta sul piano giudiziario.
“Non vogliamo che questa vicenda finisca nel silenzio”, scrive il Comitato nella nota inviata alla Procura, “L’acqua è un diritto primario. Se un’intera comunità vive per mesi o per anni tra rubinetti a secco, autobotti, turnazioni, comunicazioni confuse e dubbi sulla qualità dell’acqua, qualcuno deve accertare le responsabilità”.
Il Comitato sottolinea di non voler interferire con il lavoro della magistratura, ma chiede trasparenza su una situazione che continua a incidere ogni giorno sulla qualità della vita dei trapanesi.
Nel documento inviato ai magistrati si parla di un servizio pubblico essenziale che, invece di garantire continuità e sicurezza, sarebbe diventato motivo quotidiano di preoccupazione, spese aggiuntive e incertezza.
Per molti cittadini, intanto, la sensazione resta la stessa: a Trapani l’acqua non è più da tempo una certezza, ma un’emergenza permanente.
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