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14/05/2026 06:00:00

Trapani, caos BRT: Tranchida e docenti a confronto

Il Bus Rapid Transit a Trapani non sta mettendo sotto pressione soltanto traffico e parcheggi. Sta mostrando quanto sia fragile la fase di transizione verso il nuovo modello di mobilità urbana della città.

Il confronto tra il sindaco di Trapani e il personale scolastico delle scuole del centro storico ha fatto emergere con chiarezza il vero nodo politico del BRT: il rischio che le limitazioni alla mobilità privata corrano più velocemente del potenziamento del trasporto pubblico.

A dirlo non sono soltanto le polemiche politiche o le proteste dei commercianti, ma soprattutto le difficoltà quotidiane raccontate da chi il centro storico lo attraversa ogni giorno per lavorare: docenti, personale Ata, famiglie e pendolari costretti a incastrare orari rigidi, spostamenti rapidi tra più plessi scolastici e una viabilità sempre più congestionata.

Ed è proprio questo che ha dato peso alla mobilitazione delle scuole.

La vicenda arriva in un clima già molto teso attorno al Bus Rapid Transit, tra cantieri, polemiche sulla viabilità di via Ammiraglio Staiti, timori per il futuro del centro storico e tensioni politiche legate ai progetti finanziati dal PNRR.

 

La protesta delle scuole

L’incontro di mercoledì 13 maggio al complesso S. Domenico, arriva dopo la lettera firmata da oltre 200 lavoratori degli istituti Istituto Bassi-Catalano, Rosina Salvo e Liceo Fardella-Ximenes ed il botta e risposta con Giacomo Tranchida

Al centro della protesta c’è la sospensione degli abbonamenti agevolati per la sosta nelle strisce blu del centro storico, senza che il sistema alternativo sia ancora in funzione.

Ma il problema non riguarda soltanto i parcheggi.

Molti docenti lavorano infatti su più plessi nella stessa mattinata e devono spostarsi rapidamente tra scuole diverse per completare le ore di lezione. In questo contesto, anche ritardi di pochi minuti possono creare problemi organizzativi e di sicurezza immediati, restando le classi "scoperte" dalla vigilanza dell'insegnante. 

Durante il confronto sono emerse criticità precise: autobus già pieni nelle ore di punta; attese superiori ai 30 minuti; traffico congestionato in via Ammiraglio Staiti;

difficoltà nelle coincidenze; tempi di percorrenza aumentati per chi accompagna figli in altri istituti prima di raggiungere il lavoro. Perchè molti inseganti sono anche genitori e vivono su più fronti il disagio. 

Tra i punti più contestati ci sono poi i 28 stalli riservati al personale del Tribunale in piazza Giacomelli, considerati dai docenti un esempio di disparità di trattamento rispetto ad altre categorie di lavoratori pubblici. 

I docenti contestano inoltre la scelta di escludere il personale scolastico dalle categorie beneficiarie di stalli dedicati, richiamando l’articolo 7 del Codice della strada, sostenendo che anche i dipendenti della pubblica amministrazione possano accedere a misure di tutela legate alla sosta.

 

Le proposte dei docenti

Gli insegnanti hanno avanzato anche alcune soluzioni operative, seppure a titolo personale. 

La richiesta principale riguarda la possibilità di utilizzare parte degli stalli della “zona gialla Est” attraverso abbonamenti dedicati al personale scolastico nelle sole fasce orarie di lavoro.

È stata anche avanzata l'ipotesi di riservare una quota di posti agevolati nel parcheggio multipiano; il potenziamento delle navette negli orari di ingresso e uscita delle scuole; un'attenzione particolare tra le esigenze del personale scolastico e quelle di altre categorie lavorative con orari più flessibili.

Sul piano generale, la richiesta è una: evitare di ridurre contemporaneamente parcheggi e ripristinare gli abbonamenti agevolati.

 

 

Tranchida: “Il BRT scelta strategica"

Il sindaco Giacomo Tranchida ha ribadito però che il BRT rappresenta una scelta strategica legata alla trasformazione della mobilità urbana cittadina e il centro storico deve via via liberarsi sempre di più delle auto in sosta e privilegiare il trasporto pubblico e la pedonalizzazione del cuore della città. 

Secondo il sindaco, liberare progressivamente il centro storico dalle auto dovrebbe favorirne il ripopolamento e non svuotarlo ulteriormente. Una visione contestata da docenti e da una parte dei commercianti, che temono invece ulteriori difficoltà di accesso alla zona.

Ma dal confronto con le scuole è emersa anche la consapevolezza che la fase più critica sia proprio quella transitoria.

Per questo il Comune ha annunciato alcune. iniziative destinate a ridurre l’impatto dei cantieri e delle nuove limitazioni.

 

Piazzale Ilio al centro della strategia

Il parcheggio di interscambio di Piazzale Ilio diventerà il fulcro del nuovo sistema di accesso al centro storico.

Secondo quanto annunciato dall’amministrazione, l’area sarà riorganizzata con sbarre automatiche agli accessi, per scoraggiare l'abusivismo; nuovo impianto di illuminazione; maggiore controllo della sosta; incremento delle navette verso il centro.

L’obiettivo è trasformare Piazzale Ilio nel principale punto di interscambio della città: lasciare l’auto in una zona limitrofa al centro storico e raggiungere quest'ultimo con il trasporto pubblico.

Il nodo resta però la fiducia degli utenti. Molti cittadini oggi non considerano ancora l’area sufficientemente efficiente o sicura per diventare una reale alternativa alla sosta nel centro storico.

 

ATM, il vero banco di prova

Il punto più delicato resta il trasporto pubblico, perché il sistema BRT potrà funzionare soltanto se gli autobus diventeranno realmente competitivi rispetto all’uso dell’auto privata.

Durante l’incontro il sindaco ha ribadito alcuni correttivi per migliorare l'efficienza dei bus rapidi: prima corsa ATM alle 5.30; servizio notturno fino alle 2; aumento delle frequenze. Ma soprattutto nuove assunzioni interinali per aumentare il personale operativo e garantire il rafforzamento delle linee verso il centro storico. 

Quest’ultimo punto è particolarmente rilevante. Negli ultimi anni ATM ha sofferto una carenza cronica di autisti e operatori, con effetti sulla puntualità e sulla capacità di aumentare le corse nelle fasce più congestionate.

Le assunzioni interinali puntano proprio a sostenere la fase più delicata dei cantieri del BRT.

Per l’amministrazione, infatti, il successo del progetto non dipenderà solo dalle infrastrutture, ma dalla qualità del servizio quotidiano: frequenze, puntualità e tempi di percorrenza certi.

 

Una partita che va oltre i parcheggi

La protesta delle scuole racconta qualcosa di più profondo della semplice polemica sulla sosta.

Le grandi trasformazioni urbane funzionano quando riescono a distribuire i benefici senza concentrare tutti i costi della transizione su alcune categorie. Ed è proprio questo il punto sollevato dai docenti: il timore di pagare il prezzo di un sistema che non è ancora pienamente operativo.

Per questo il BRT è ormai molto più di un progetto di mobilità urbana. È diventato il banco di prova politico della capacità dell’amministrazione di accompagnare il cambiamento senza rompere il rapporto con chi vive quotidianamente la città.

 

Il prossimo incontro coi docenti, fissato per il 4 giugno, servirà a capire se il dialogo con le scuole porterà a soluzioni concrete oppure se il disagio continuerà a crescere insieme ai cantieri.