×
 
 
14/05/2026 06:00:00

Caro traghetti: i sindaci delle isole minori in piazza contro aumenti e tagli ai collegamenti

Le isole minori siciliane alzano la voce contro il caro traghetti e chiedono garanzie immediate sulla continuità territoriale. I sindaci di Pantelleria, Egadi, Eolie, Ustica, Lampedusa e Linosa hanno annunciato una manifestazione pubblica davanti all’Assemblea Regionale Siciliana per mercoledì 20 maggio alle ore 11, con l’obiettivo di sollecitare Regione e Stato a intervenire sull’aumento delle tariffe marittime e sul futuro dei collegamenti essenziali.

 

La protesta nasce dopo settimane di forte preoccupazione per gli annunciati rincari dei biglietti delle navi, temporaneamente congelati grazie all’intervento del presidente della Regione Siciliana, ma ancora considerati una minaccia concreta per residenti, lavoratori e imprese delle comunità isolane.

A lanciare l’allarme è stato il sindaco di Favignana – Isole Egadi, Giuseppe Pagoto, attraverso una nota congiunta firmata dagli amministratori delle principali isole minori della Sicilia.

 

“Basta fare da capro espiatorio”: l’attacco dei sindaci a Stato e Regione

Nel documento, i primi cittadini accusano apertamente le istituzioni regionali e nazionali di non avere trovato soluzioni strutturali per garantire collegamenti efficienti e sostenibili. “I Sindaci delle Isole di Sicilia, stanchi di fungere da ‘Capro Espiatorio’ per conto dello Stato e della Regione, decidono di intraprendere iniziative di lotta contro l’aumento delle tariffe e per garantire la mobilità territoriale alle popolazioni delle Piccole Isole di Sicilia”, si legge nella nota.

Secondo gli amministratori, il rischio è che il sistema dei collegamenti venga lasciato completamente alle logiche di mercato, con conseguenze pesantissime per territori che dipendono in modo vitale dai trasporti marittimi.

Il timore maggiore riguarda la stagione turistica ormai alle porte. Le isole minori vivono infatti soprattutto di turismo, e un aumento consistente dei prezzi dei traghetti potrebbe scoraggiare visitatori e viaggiatori, compromettendo una ripresa economica già fragile. Qui sotto la nostra intervista al sindaco delle Egadi Giuseppe Pagoto:

 

 

 

 

 

Il rischio di “danni economici incalcolabili”

I sindaci parlano apertamente di “danni economici incalcolabili” se i rincari dovessero entrare definitivamente in vigore.

“Se tale aumento, in atto sospeso per via dell’interessamento del Presidente della Regione, venisse applicato si verrebbe a creare un sistema tariffario insostenibile”, scrivono gli amministratori.

Nel mirino finiscono non soltanto i nuovi aumenti, ma anche problemi che si trascinano da anni: agevolazioni tariffarie giudicate insufficienti; mancanza di sconti adeguati per i residenti e i nativi;  condizioni dei mezzi navali ritenute spesso inadeguate; timori sul mantenimento di alcune linee strategiche, come quella tra le Eolie e Napoli.

I sindaci ricordano inoltre che la continuità territoriale rappresenta un diritto sancito anche dalla Costituzione italiana, richiamando l’articolo 119:

“La Repubblica riconosce le peculiarità delle Isole e promuove le misure necessarie a rimuovere gli svantaggi derivanti dall’insularità”.

 

Pantelleria, l’allarme del sindaco Fabrizio D’Ancona

Tra le voci più dure c’è quella del sindaco di Pantelleria, Fabrizio D'Ancona, che parla di un sistema di collegamenti ormai insufficiente rispetto alle esigenze delle comunità isolane. D’Ancona sottolinea che il congelamento temporaneo degli aumenti non basta a rassicurare i territori, perché resta aperta la questione delle risorse economiche necessarie a garantire servizi adeguati nel futuro bando regionale sui collegamenti essenziali.

“La preoccupazione riguarda in particolare le risorse economiche attualmente disponibili, ritenute non adeguate a garantire servizi realmente rispondenti alle esigenze delle isole minori”, afferma il sindaco. Secondo il primo cittadino di Pantelleria, il rischio concreto è quello di ritrovarsi con: mezzi di navigazione inadeguati; riduzione della qualità del servizio; ulteriori difficoltà per cittadini e imprese; rallentamenti nei lavori pubblici e nelle attività produttive.

D’Ancona evidenzia anche come il problema dei collegamenti stia già incidendo pesantemente sull’economia locale e sulla gestione quotidiana dell’isola.

“Pantelleria chiede una programmazione seria, mezzi adeguati e certezze concrete per un servizio che rappresenta una necessità quotidiana per cittadini, lavoratori e attività produttive dell’isola”, conclude.

 

 

 

Federconsumatori: “Prezzi fuori mercato, siciliani cittadini di serie B”

Ad aggravare il quadro è anche il report diffuso dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori sul costo dei traghetti per l’estate 2026.

Secondo i dati diffusi dall’associazione: i biglietti per agosto aumentano in media del 15% rispetto al 2025 per chi viaggia in poltrona; gli aumenti arrivano al 18% per chi sceglie la cabina; rispetto a maggio 2026, le tariffe estive crescono addirittura dell’82% per la poltrona e del 78% per la cabina.

Tra le tratte più costose figura la Livorno-Palermo: una famiglia composta da due adulti e un bambino, con auto al seguito, può arrivare a spendere quasi 1.500 euro andata e ritorno con sistemazione in cabina.

Durissimo il commento di Alfio La Rosa, rappresentante di Federconsumatori Sicilia: “Chiedere 1.484 euro per un viaggio A/R da Livorno a Palermo è improponibile per la maggior parte dei siciliani che vivono al Nord Italia”. La Rosa parla apertamente di un sistema che penalizza i siciliani e denuncia l’assenza di alternative: “Per tornare in Sicilia in estate non c’è alcuna alternativa al salasso e questo ci rende cittadini di serie B”. Federconsumatori chiede quindi un piano straordinario per il trasporto marittimo e aereo nei periodi di massima domanda, oltre a controlli per evitare fenomeni speculativi.

 

UIL e UIL Trasporti: “Emergenza sociale ed economica”

Anche il sindacato interviene con toni molto critici. La UIL e la UIL Trasporti Trapani parlano di “aumenti inaccettabili” e denunciano il rischio di isolamento per le comunità delle Egadi e di Pantelleria.

Secondo i segretari Tommaso Macaddino e Antonino Labruzzo, gli aumenti annunciati — stimati tra il 30 e il 50% — rischiano di trasformarsi in una vera emergenza sociale.

“La continuità territoriale non è un optional, ma un diritto che deve essere garantito a costi accessibili”, affermano i rappresentanti sindacali.

 

La UIL evidenzia che i rincari colpirebbero soprattutto: lavoratori pendolari; insegnanti; medici; forze dell’ordine; imprese turistiche; attività commerciali locali.

Il sindacato teme inoltre una contrazione dei flussi turistici proprio all’inizio della stagione estiva, con possibili ripercussioni occupazionali per tutto l’indotto.

Da qui la richiesta di un tavolo tecnico urgente con Governo nazionale e Regione Siciliana per ridiscutere il piano tariffario.

 

La manifestazione del 20 maggio all’Ars

La prima iniziativa pubblica della protesta si terrà dunque mercoledì 20 maggio alle ore 11 davanti alla sede dell’Assemblea Regionale Siciliana.

L’obiettivo dei sindaci è ottenere: garanzie sulla continuità territoriale; un sistema tariffario sostenibile; maggiori risorse per i collegamenti essenziali;  certezze sulla futura gestione regionale del servizio. Alla manifestazione parteciperanno i rappresentanti delle principali isole minori siciliane, in un fronte comune che unisce Egadi, Eolie, Pantelleria, Ustica e Pelagie.

 

La lettera dei sindaci delle isole siciliane

“I Sindaci delle Isole di Sicilia, stanchi di fungere da ‘Capro Espiatorio’ per conto dello Stato e della Regione, decidono di intraprendere iniziative di lotta contro l’aumento delle tariffe e per garantire la mobilità territoriale alle popolazioni delle ‘Piccole Isole di Sicilia’.

Mercoledì 20 maggio, alle ore 11,00, la prima iniziativa presso l’Assemblea Regionale Siciliana per sollecitare l’interesse del mondo politico nei confronti delle popolazioni delle Isole Siciliane al fine dell’ottenimento di maggiori garanzie anche per la successiva fase del passaggio dei collegamenti essenziali alla Regione.

In relazione all’annunciato sconsiderato aumento del costo dei biglietti riguardanti i collegamenti a mezzo navi i Sindaci esprimono, ancora una volta, la propria contrarietà e grande disappunto per una scelta che, se confermata, arrecherà danni economici incalcolabili, soprattutto all’avvio della stagione turistica.

Se tale aumento venisse applicato si verrebbe a creare un sistema tariffario insostenibile incidendo sull’impianto dei collegamenti marittimi lasciandolo completamente in balia alle logiche di mercato.

I Sindaci delle isole siciliane sono stanchi di fungere da ‘Capri Espiatori’ di colpe che non hanno.

La Regione e lo Stato sono deputati a garantire la continuità territoriale e non possono sottrarsi alle proprie responsabilità.

Le Comunità isolane dovranno pagare un alto costo per decisioni e conseguenze di cui non hanno colpe.

I Sindaci hanno deciso di intraprendere delle iniziative a cominciare dal recarsi nella sede dell’Assemblea Regionale Siciliana, mercoledì 20 maggio alle ore 11,00, per chiedere ad alta voce un impegno della Regione nei confronti di questo annoso problema al fine di garantire la continuità territoriale degli isolani e attuare l’art.119 della Costituzione”.

Firmatari: Domenico Arabia, Fabrizio D'Ancona,  Giuseppe Pagoto, Riccardo Gullo, Filippo Mannino, Salvatore Militello,  Ireneo Giardinello, Silvia Muscolino. 

 

Continuità territoriale, il nodo politico che divide la Sicilia

La protesta dei sindaci delle isole minori riporta al centro del dibattito un tema storico per la Sicilia: il diritto alla mobilità dei cittadini che vivono nelle aree insulari.

Il problema non riguarda soltanto il turismo o il costo delle vacanze, ma investe direttamente servizi essenziali, sanità, scuola, lavoro e approvvigionamenti.

Per le comunità delle piccole isole, il traghetto non è un mezzo turistico ma un’infrastruttura vitale. Ed è proprio su questo punto che i sindaci chiedono alla politica regionale e nazionale di assumersi responsabilità precise, evitando che i collegamenti marittimi vengano gestiti esclusivamente secondo logiche economiche e commerciali.