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14/05/2026 10:44:00

Trapani, "Nova" fa sold out: prove tecniche per il campo largo

"Nova", il percorso di democrazia partecipativa promosso dal Movimento 5 Stelle, ha fatto il pieno di adesioni per la tappa  del 16 maggio all’Hotel La Tonnara di Valderice.

Le iscrizioni sono state chiuse dopo il raggiungimento di oltre 130 partecipanti solo nel Trapanese, confermando un interesse crescente attorno a un format che punta a superare la tradizionale dimensione dei partiti, per costruire proposte politiche attraverso il confronto diretto con i cittadini.

 

Il progetto “Nova 2026” si inserisce in un calendario nazionale che prevede oltre 100 assemblee in tutta Italia e nove appuntamenti in Sicilia, uno per ciascuna provincia. Nell’Isola le adesioni complessive hanno già superato quota 1.500.

Il metodo scelto è quello dell’Open Space Technology, una forma di partecipazione che non prevede palco né comizi, ma tavoli tematici autogestiti dai partecipanti, chiamati a discutere e proporre priorità su lavoro, sanità, scuola, ambiente, sviluppo economico e coesione sociale.

Il progetto è un tentativo di costruire il più ampio processo di democrazia deliberativa partecipata mai sviluppato nel Paese, finalizzato a contribuire alla definizione di un programma di governo progressista alternativo.

Secondo questa impostazione, il percorso parte dalla domanda su quali politiche siano necessarie per migliorare concretamente la vita dei cittadini. L’idea è quella di affiancare al lavoro istituzionale un metodo di ascolto strutturato dei territori, in cui le regole del programma politico vengano costruite attraverso il confronto con cittadini e comunità locali, e non solo dentro le sedi dei partiti o attraverso i tradizionali canali delle lobby.

Un elemento centrale del progetto è la volontà dunque di costruire un “contenitore aperto”, non identificato formalmente con simboli di partito. “Nova non è un progetto del Movimento 5 Stelle, ma uno spazio per tutti i cittadini”, ha ribadito la responsabile locale del percorso, Marcella Mazzeo, sottolineando come l’obiettivo sia quello di “raccogliere idee e proposte da mettere a disposizione della futura coalizione progressista, senza appartenenze rigide”.

Mazzeo ha insistito sul carattere “autonomo” del progetto rispetto alla struttura partitica: “Chi partecipa non è chiamato a rappresentare un simbolo, ma a portare un contributo di idee. Tutto ciò che emergerà nei vari incontri sarà messo a fattore comune nel dibattito politico nazionale”.

Sul fronte siciliano, la deputata regionale del M5S Cristina Ciminnisi parla di “un segnale chiaro di partecipazione crescente”. Il successo delle iscrizioni a Bonagia dimostrerebbe che “i cittadini non vogliono più essere spettatori ma protagonisti delle decisioni politiche”, soprattutto su temi che incidono direttamente sulla vita quotidiana.

“La risposta del territorio trapanese è significativa – ha aggiunto – perché conferma la necessità di riportare la politica nei luoghi della partecipazione reale, lontano da dinamiche chiuse e autoreferenziali”.

 

Il PD e il tema del “campo largo”

All’iniziativa parteciperà anche una delegazione del Partito Democratico trapanese. Il Circolo “Angela Bottari”, attraverso la segretaria Marzia Patti, ha confermato la presenza all’assemblea, inserendo l’appuntamento nel percorso di dialogo tra le forze dell’area progressista.

Patti ha definito “Nova 2026” un’occasione utile per costruire “un campo largo serio, credibile e inclusivo”, richiamando esperienze di collaborazione già avviate in diverse realtà amministrative.

Ma nel dibattito politico locale emerge anche una lettura più ampia: il tema non è soltanto la costruzione di alleanze elettorali, ma la definizione di una piattaforma comune di valori.

 

Partecipazione o identità?

Il successo dell’iniziativa a Bonagia riporta infatti al centro una questione che attraversa l’intero campo progressista: la distanza tra partecipazione e rappresentanza.

Da un lato, progetti come “Nova” intercettano una domanda crescente di coinvolgimento diretto dei cittadini nei processi decisionali. Dall’altro, resta aperto il nodo della traduzione politica di queste istanze all’interno di un quadro elettorale sempre più ravvicinato, sia a livello locale che regionale.

In questo senso, il “campo largo” evocato dal PD rischia di restare una formula vuota se non viene accompagnato da una discussione più profonda sui contenuti: sanità territoriale, lavoro stabile, gestione dei servizi pubblici, ambiente e sviluppo delle aree interne.

 

La sfida per l’area progressista, soprattutto in territori come quello trapanese, appare quindi duplice: costruire sì alleanze, ma soprattutto definire una identità politica riconoscibile, capace di parlare a una società che chiede risposte concrete più che equilibri tra sigle.

In attesa dell’incontro di Bonagia, “Nova 2026” si conferma così non solo un appuntamento organizzativo, ma un banco di prova: capire se la partecipazione dal basso potrà davvero trasformarsi in progetto di governo o resterà confinata alla dimensione del confronto.