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15/05/2026 22:03:00

Regione, acqua sufficiente per il 2026. Schifani sull’Autonomia: “La Sicilia non è più la Cenerentola d’Italia”

 

Tre temi al centro dell’attività della Regione Siciliana: risorse idriche, Autonomia e memoria di Giovanni Bonsignore, dirigente regionale ucciso dalla mafia nel 1990.

Acqua, risorse sufficienti per tutto il 2026

Secondo l’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici dell’Autorità di bacino del distretto idrografico della Sicilia, le risorse idriche disponibili nell’Isola sono sufficienti per affrontare tutto il 2026, garantendo gli usi potabile, irriguo e industriale.

L’analisi è stata completata nella seduta del 30 aprile, con la pianificazione dei volumi d’acqua presenti negli invasi siciliani.

«Le riserve accumulate, unitamente a quelle reperite con gli interventi della Regione sui pozzi e sulle reti, oltre all’apporto dei tre dissalatori costruiti a Trapani, Porto Empedocle e Gela – afferma il presidente della Regione, Renato Schifani – consentono di affrontare l’approvvigionamento di acqua non più in condizioni di severità idrica».

Schifani parla di «risultati concreti» verso una gestione più efficiente, richiamando anche la necessità di aggiornare ogni sei anni il Piano di tutela delle acque e di rendere il sistema più resistente ai fenomeni di siccità legati al cambiamento climatico.

I documenti sulla pianificazione delle risorse idriche nei diversi ambiti territoriali per il 2026 sono disponibili sul portale istituzionale della Regione Siciliana a questo link.

Autonomia, Schifani: “Lo Statuto appartiene ai giovani”

Il presidente della Regione è intervenuto anche al convegno per gli 80 anni dello Statuto siciliano, organizzato da “Repubblica Palermo” allo Steri.

«Il valore dell’Autonomia non dipende dall’istituto in sé, ma dall’uso che se ne fa», ha detto Schifani. «Nei casi in cui è stata impiegata per riformare, ad esempio l’urbanistica, i beni culturali, l’elezione diretta dei sindaci, ha prodotto risultati di cui essere orgogliosi; quando è diventata veicolo di prebende e malamministrazione, si è trasformata in una zavorra per i cittadini».

Schifani ha richiamato anche Piersanti Mattarella e il suo discorso all’Ars del 1979, in cui definì l’Autonomia «strumento idoneo al definitivo riscatto dell’Isola».

Il presidente ha poi citato alcuni dati rivendicati dal governo regionale: «Cinque miliardi di avanzo di amministrazione, entrate fiscali in crescita, segno di un’economia che si espande più della media nazionale, primato nelle energie rinnovabili e nella connettività a banda larga, emergenza idrica superata. L’obiettivo non è celebrare le statistiche, ma trasformarle in qualità della vita reale per i siciliani. Questa Sicilia non è più la Cenerentola d’Italia».

Infine, l’appello ai giovani: «Lo Statuto appartiene soprattutto a voi. Il futuro della Sicilia passa dalla vostra consapevolezza e dal vostro entusiasmo. Il mio impegno è fare in modo che restare non sia una rassegnazione ma una scelta. Voglio convincere i giovani siciliani che vivere qui è possibile».

Ricordato Giovanni Bonsignore

A Palermo, nella sede dell’assessorato regionale alle Attività produttive, è stato ricordato Giovanni Bonsignore, dirigente della Regione Siciliana assassinato dalla mafia il 9 maggio 1990.

Alla commemorazione, davanti alla targa a lui dedicata, ha partecipato l’assessore Edy Tamajo insieme a rappresentanti delle istituzioni, dipendenti regionali e Rita Bonsignore, sorella del funzionario ucciso.

«Ricordare Giovanni Bonsignore significa rinnovare, ogni anno, un impegno concreto per la legalità, onorando il senso dello Stato e il coraggio di chi ha scelto di non piegarsi», ha dichiarato Tamajo.

Bonsignore fu ucciso dopo essersi opposto a un finanziamento ritenuto illegittimo destinato a una cooperativa vicina ad ambienti mafiosi.

«La sua figura ancora oggi, a distanza di 36 anni, è simbolo di integrità morale e di servizio allo Stato: la sua schiena dritta e il suo rifiuto di cedere a pressioni e interessi illegittimi devono essere un esempio soprattutto per le nuove generazioni e per chi opera nelle istituzioni», ha concluso l’assessore.