Nella seduta di mercoledì pomeriggio l’Assemblea regionale siciliana ha bloccato le assunzioni nelle società partecipate dell’amministrazione regionale fino alla fine del prossimo anno. L’emendamento era stato voluto dal Partito Democratico, poi sottoscritto da tutte le opposizioni. La norma è stata approvata con voto palese.
Tra le ultime denunce del Pd c’è quella relativa all’assunzione di 75 persone al Cefpas, effettuata in soli 10 giorni. L’assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso, ha infatti istituito una commissione regionale per monitorare le assunzioni.
Dal blocco normativo si salvano solo i concorsi nell’amministrazione regionale, le stabilizzazioni dei precari e i contratti per i lavoratori stagionali nelle fondazioni liriche e nei teatri.
Per Antonio De Luca, capogruppo del M5S, lo stop si è reso necessario: “Non siamo contrari al lavoro né alle assunzioni pubbliche, ma davanti alle ombre, ai sospetti e alle troppe anomalie emerse negli ultimi mesi era necessario fermarsi e ristabilire regole di trasparenza e credibilità. Nessuno aveva il desiderio di bloccare procedure o assunzioni, ma questo governo ci ha portato a un punto tale da rendere inevitabile un intervento drastico. In Sicilia – ha concluso De Luca – il lavoro troppo spesso non è stato vissuto come un diritto, ma come un favore. E quando il lavoro diventa clientelismo o strumento di consenso politico, si tradisce il principio stesso della pubblica amministrazione”.
Per il deputato dem Nello Dipasquale si è trattato di un emendamento sul blocco delle assunzioni condiviso da gran parte del Parlamento: “Perché siamo in campagna elettorale e in queste settimane abbiamo assistito — come accaduto al Cefpas — a una parte della classe politica che ha pensato di occupare le postazioni con i propri parenti. Si tratta di un grave fatto etico”.
Dipasquale ha anche evidenziato una criticità legata alle Asp: “Dai dati in mio possesso emergono casi di mogli, mariti e parenti di consiglieri comunali, appartenenti alla stessa area politica, in servizio in diverse Asp della Sicilia. La situazione è drammatica: la pubblica amministrazione viene utilizzata per costruire consenso e vincere le elezioni. È una cosa assurda. Il Cefpas è parte del problema”.
Soddisfatta Marianna Caronia (Noi Moderati), perché dal blocco delle assunzioni sono rimasti fuori i lavoratori ex Pip e gli ex Keller: “Il loro percorso di stabilizzazione a tempo pieno è ufficialmente salvo, grazie a un mio specifico emendamento approvato dall’Assemblea regionale siciliana, che ha introdotto un’importante deroga volta alla tutela di questi bacini storici. Il Parlamento siciliano ha varato un provvedimento rigoroso che congela le assunzioni nelle controllate fino al 31 dicembre 2027 per garantire trasparenza ed evitare speculazioni elettorali. Era però indispensabile chiarire fin da subito che questa barriera non dovesse colpire chi da anni vive nel limbo del precariato”.
Via libera all’anticipazione del Tfr
Disco verde alla norma che prevede l’anticipazione del Tfr per il personale regionale assunto dopo il 1° gennaio 2001. Per Marianna Caronia, deputata regionale di Noi Moderati, si tratta di “una misura, nata da un emendamento da me fortemente voluto e presentato in sinergia con il sindacato Cobas-Codir, che cancella finalmente una disparità di trattamento inaccettabile che gravava su migliaia di lavoratori. Dopo un lungo percorso politico, che mi ha vista ripresentare e difendere questa norma in diversi disegni di legge sotto forma di stralcio, siamo finalmente riusciti a dare una risposta concreta a oltre 5.000 dipendenti regionali”.
Emendamento Schifani: 30 milioni contro il caro carburante
Approvato l’emendamento voluto dal governo Schifani contro il caro carburante: una misura da 30 milioni di euro per le imprese, con una ripartizione di 15 milioni per il settore dell’autotrasporto, 10 per l’agricoltura e 5 per la pesca.
Governo Ko sulle Province
Va sotto il governo regionale, con una maggioranza che si è sfaldata: non passa infatti l’articolo 1 del ddl stralcio della prima commissione, che proponeva l’istituzione dell’indennità di carica per i presidenti dei Liberi Consorzi comunali.
Netto De Luca del M5S: “Alla prima occasione il governo è stato nuovamente battuto, a riprova che questa maggioranza esiste solo sulla carta e si conferma più spaccata che mai. Il rimpasto è stato inutile: questo esecutivo resta fragilissimo e si conferma totalmente inadatto a fare qualsiasi riforma utile alla Sicilia. L’unica cosa che dovrebbe fare Schifani a questo punto è staccare la spina e ridare la parola ai siciliani. Ci è bastato — dice De Luca — chiedere il voto segreto per fare riemergere la enorme spaccatura di una maggioranza che non c’è più da tempo. Non si capisce come Schifani pensi di fare qualche riforma degna di nota nel tempo che ci separa dalle urne. Stacchi la spina subito: i siciliani non potranno che esserne felici”.