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16/05/2026 08:04:00

Egadi, diffida al Comitato Salviamo Lo Stornello. “Non ci fermeremo”

Il Comitato Salviamo Lo Stornello e le Egadi interviene dopo la diffida notificata il 13 maggio 2026 all’architetto Monica Modica, coordinatrice del comitato. La diffida è stata presentata da una società che si ritiene danneggiata dalle iniziative pubbliche del gruppo e che ha chiesto la rimozione, entro 24 ore, di alcuni post considerati lesivi della propria immagine.

 

Il Comitato respinge le accuse e precisa: “Non ha mai fatto riferimento ad alcuna società in particolare né ha inteso mai diffamare alcuno, ma ha denunciato la prassi del silenzio assenso orizzontale tra Amministrazioni, come Soprintendenza e ASP, nel rilascio delle autorizzazioni sia demaniali sia su terreni privati”.

Secondo il Comitato, questa prassi “sta velocemente aumentando il carico urbanistico delle isole Egadi, in special modo dell’isola di Favignana” e starebbe trasformando “anche le ultime aree incontaminate del territorio egadino, esemplificativamente le località Pirreca, Cala Rotonda o Cala Rossa, in aree antropizzate”.

 

Il gruppo richiama anche i possibili effetti su paesaggio, acqua, suolo e reflui, “in assenza di rete fognaria”.

“A difesa dell’architetto Modica e di tutti i membri del Comitato, si respingono con fermezza le accuse di diffamazione”, si legge ancora nella nota, nella quale viene ricordato che “un comitato civico è un’organizzazione spontanea di cittadini che si aggregano per tutelare interessi collettivi, promuovere il bene comune o raggiungere specifici obiettivi sociali, territoriali o politici”.

 

Il Comitato rivendica la propria attività di sensibilizzazione e denuncia: “È superfluo dover precisare che lo scopo di un Comitato sia proprio quello di sensibilizzare le Amministrazioni di tutti i livelli affinché verifichino le motivazioni delle inadempienze degli Enti deputati alla verifica della compatibilità ambientale o sanitaria di opere da realizzarsi in luoghi ad altissima tutela ambientale”.

Nella nota si sottolinea inoltre che l’azione sui social “ha determinato l’interesse di politici e amministratori di livello locale, regionale e nazionale, sensibili all’argomento, portando a interrogazioni presso il Parlamento regionale e nazionale”.

Pur respingendo le accuse, il Comitato fa sapere di avere già rimosso alcuni contenuti: “Al fine di evitare contenziosi, il Comitato ha già provveduto a eliminare alcuni post ritenuti diffamatori, sebbene non lo fossero”.

 

Resta però la critica a quella che viene letta come una pressione sull’attività civica: “Non può non esprimere un profondo rammarico ravvisando, in certe operazioni, l’intenzione di voler indebolire l’azione di liberi cittadini che hanno solo l’interesse di difendere l’interesse pubblico di un territorio fragile”.

La conclusione è netta: “L’azione del Comitato non si fermerà e proseguirà seria sollecitando l’attenzione della politica e delle amministrazioni che hanno il dovere di controllare che l’interesse pubblico resti commisurato a quello privato”.

Secondo il Comitato, negli ultimi mesi l’adesione dei cittadini è cresciuta, “a dimostrazione che le battaglie portate avanti sono condivise da molti cittadini e che la strada intrapresa è quella giusta”.