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28/05/2026 15:12:00

Dossier MaB, il Comitato promotore: “Nessun vincolo, state fermando un’opportunità per il territorio”

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Dopo settimane di contestazioni, documenti, richieste di chiarimenti e prese di posizione da parte di operatori portuali, produttori di sale, professionisti e istituzioni, il Comitato promotore della candidatura MaB UNESCO "Saline di Sicilia" rompe il silenzio e passa all'offensiva.

 

Lo fa con un lungo comunicato congiunto nel quale contesta gran parte delle critiche emerse negli ultimi mesi e rilancia il progetto come una grande opportunità di sviluppo per il territorio.

 

"Nessun nuovo vincolo"

 

Secondo il Comitato promotore, il riconoscimento MaB non introdurrebbe alcun nuovo vincolo normativo e non modificherebbe gli strumenti urbanistici, autorizzativi o di pianificazione esistenti.

A sostegno di questa tesi viene richiamata anche l'ultima nota del Ministero dell'Ambiente del 15 maggio, nella quale si afferma che il riconoscimento UNESCO "non sostituisce né modifica gli ordinari strumenti di pianificazione, valutazione e autorizzazione previsti dall'ordinamento vigente".

È una risposta diretta alle preoccupazioni manifestate da operatori portuali, Assiterminal e Autorità di Sistema Portuale.

 

La battaglia sul significato del MaB

 

Il Comitato insiste anche su un altro punto: il programma MaB non è una convenzione internazionale che impone vincoli come avviene per altri riconoscimenti UNESCO.

Secondo i promotori, si tratta invece di uno strumento di valorizzazione territoriale basato sulla sostenibilità, sulla ricerca e sulla cooperazione internazionale.

La candidatura delle Saline di Sicilia viene descritta come un riconoscimento che premia un modello già esistente di convivenza tra attività umane e ambiente, con la produzione del sale indicata come uno degli elementi centrali del progetto.

 

Le opportunità economiche

 

Il comunicato prova anche a spostare il dibattito sul piano delle opportunità.

Tra i benefici indicati figurano una maggiore attrattività turistica internazionale, l'accesso facilitato a finanziamenti europei e nazionali, la valorizzazione commerciale del Sale Marino di Trapani e la possibilità di attrarre progetti di ricerca e innovazione.

Viene inoltre citato il caso della Riserva della Biosfera "CollinaPo" di Torino, presentato come esempio di come un riconoscimento MaB possa convivere con un grande centro urbano senza bloccarne lo sviluppo economico.

 

"Si rischia di perdere un'occasione storica"

 

Il passaggio più politico è forse quello in cui il Comitato sostiene che opporsi al programma MaB significherebbe rinunciare alla possibilità di inserire Trapani e le sue saline nei grandi circuiti internazionali della sostenibilità.

"Significa scegliere l'isolamento invece della rete, la stagnazione invece dell'innovazione", si legge nel documento.