MaB UNESCO, Tranchida rilancia la candidatura: "Serve un percorso condiviso"
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Dopo settimane di polemiche, contestazioni e prese di posizione contrapposte, il Comune di Trapani prova a rimettere ordine nel dibattito sulla candidatura delle Saline di Sicilia a Riserva della Biosfera MaB UNESCO.
Lo fa con una delibera approvata dalla Giunta comunale il 3 giugno e con una successiva dichiarazione del sindaco Giacomo Tranchida che, pur riconoscendo le criticità emerse nel confronto pubblico, conferma il sostegno dell'amministrazione al progetto e rilancia la necessità di un percorso più partecipato.
Si tratta di un passaggio importante in una vicenda che negli ultimi due mesi ha progressivamente assunto una dimensione non soltanto ambientale, ma anche economica, istituzionale e politica.
La delibera della Giunta
Con la deliberazione numero 257 del 3 giugno, la Giunta comunale prende formalmente atto dell'atto costitutivo del Comitato promotore della candidatura "Saline di Sicilia" e conferma l'adesione del Comune di Trapani al percorso MaB UNESCO.
Nel documento l'amministrazione ribadisce alcuni principi che sono stati al centro del confronto delle ultime settimane. In particolare viene specificato che il riconoscimento MaB non comporta, di per sé, l'introduzione di nuovi vincoli urbanistici, edilizi o paesaggistici, non modifica la destinazione delle aree e non determina aggravamenti nei procedimenti amministrativi.
La delibera contiene inoltre precise direttive agli uffici comunali affinché l'eventuale inclusione del territorio comunale nelle aree di candidatura non venga interpretata come presupposto per imporre nuove limitazioni o richieste documentali ulteriori rispetto a quelle già previste dalla normativa vigente.
Le modifiche volute dal sindaco
Il dato più interessante è però contenuto negli emendamenti inseriti direttamente dal sindaco Tranchida.
La Giunta chiede infatti che il Comitato promotore avvii subito il lavoro per la predisposizione del Piano di Gestione della futura Riserva della Biosfera e che questo percorso avvenga con il coinvolgimento di enti locali, ordini professionali, associazioni di categoria, organizzazioni sociali, operatori economici e cittadini.
Viene inoltre richiesto che il Consiglio comunale sia pienamente coinvolto nelle successive fasi del procedimento e informato prima della trasmissione definitiva della candidatura agli organismi UNESCO competenti.
Un passaggio che appare significativo alla luce delle polemiche emerse nelle scorse settimane proprio sul tema della partecipazione e del coinvolgimento degli stakeholder.
Due mesi di tensioni
La candidatura MaB era nata come un progetto di valorizzazione del sistema delle saline tra Trapani e Marsala, promosso dalla Camera di Commercio, dai Comuni interessati, dal Libero Consorzio, dalla Regione Siciliana e dal WWF, ente gestore della Riserva delle Saline di Trapani e Paceco.
L'obiettivo era ottenere il riconoscimento UNESCO nell'ambito del programma "Man and the Biosphere", che promuove modelli di sviluppo sostenibile capaci di coniugare tutela ambientale e attività economiche.
La situazione si è però complicata quando è emerso che nella cosiddetta "transition area" del progetto ricadevano anche il porto commerciale di Trapani e alcune aree industriali.
Da quel momento si sono susseguite le prese di posizione degli operatori portuali, di Assiterminal, dei piloti del porto, delle imprese marittime e successivamente dei produttori di sale, degli ordini professionali e di numerose categorie economiche.
Al centro delle contestazioni soprattutto il metodo seguito nella costruzione della candidatura e il timore che il riconoscimento potesse produrre conseguenze sulle future attività infrastrutturali del porto.
Il vertice con l'Autorità Portuale
La svolta è arrivata il 15 maggio durante il vertice convocato a Palermo dalla presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, Annalisa Tardino.
In quella sede il cluster portuale ha manifestato ufficialmente le proprie preoccupazioni e il commissario straordinario della Camera di Commercio di Trapani, Giuseppe Pace, ha proposto di escludere il porto e la zona industriale dalla candidatura per superare lo stallo.
Una proposta che ha segnato una netta inversione di rotta rispetto all'impostazione originaria del progetto.
La posizione di Tranchida
Nella dichiarazione diffusa oggi, il sindaco cerca di collocarsi in una posizione di equilibrio.
Da una parte difende il valore strategico della candidatura, definendola un'opportunità per promuovere sviluppo sostenibile, tutela ambientale e attrazione di finanziamenti.
Dall'altra riconosce che le preoccupazioni espresse dal sistema portuale, industriale e imprenditoriale meritano attenzione e approfondimento.
Per questo annuncia che nella prossima riunione del Comitato promotore tornerà a chiedere l'istituzione di un tavolo di confronto aperto e plurale finalizzato alla costruzione condivisa del Piano di Gestione.
"La candidatura MaB UNESCO non può e non deve diventare terreno di scontro", scrive Tranchida. "Deve invece rappresentare l'occasione per aprire un confronto serio, plurale e istituzionale".
Il nodo resta la fiducia
La delibera approvata dalla Giunta conferma quindi che il Comune di Trapani non intende abbandonare il progetto MaB UNESCO.
Ma allo stesso tempo certifica che qualcosa è cambiato.
Se nei mesi scorsi la candidatura veniva presentata come un percorso già definito, oggi l'accento viene posto sulla necessità di coinvolgere maggiormente il territorio, le categorie economiche, le professioni e le istituzioni.
In altre parole, il vero nodo non sembra più essere il riconoscimento UNESCO in sé. Quasi nessuno ne contesta il valore.
Il problema è diventato il metodo con cui si costruirà il futuro della candidatura e la capacità di recuperare la fiducia di un territorio che, negli ultimi mesi, si è scoperto molto meno compatto di quanto apparisse all'inizio del percorso.
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