Una manifestazione antimilitarista per chiedere un diverso utilizzo delle risorse pubbliche e per esprimere contrarietà al rafforzamento delle infrastrutture militari in Sicilia. È l'iniziativa promossa dal Comitato No F-35 e da altre realtà del movimento pacifista, che hanno dato appuntamento ai cittadini il prossimo 2 giugno alle ore 18 in piazza Saturno, nel centro storico di Trapani.
L'iniziativa si inserisce nel più ampio programma di mobilitazioni organizzate in diverse città italiane in occasione della Festa della Repubblica. Gli organizzatori sostengono che la Sicilia stia vivendo un progressivo processo di militarizzazione, con conseguenze che riguarderebbero sia l'ambiente sia la qualità della vita delle comunità locali.
Al centro delle contestazioni vi è il ruolo dell'aeroporto militare di Birgi, indicato dagli attivisti come uno degli scali strategici per le attività legate ai caccia F-35. Secondo il Comitato No F-35, la presenza e l'impiego di questi velivoli comporterebbero costi elevati e un impatto significativo sul territorio.
Tra le principali preoccupazioni espresse dagli organizzatori figurano gli effetti ambientali sull'area della Riserva naturale dello Stagnone di Marsala. Il movimento evidenzia il rischio che l'aumento del traffico aereo possa incidere sugli habitat naturali e sulle rotte migratorie degli uccelli che sostano nella laguna, considerata una delle zone umide più importanti del Mediterraneo.
Un altro tema richiamato nel documento diffuso dagli attivisti riguarda il possibile impatto acustico delle attività militari. Il Comitato cita studi condotti in prossimità di basi statunitensi che ospitano gli F-35, secondo i quali i livelli di rumore prodotti dai velivoli potrebbero avere effetti sulla salute delle popolazioni residenti, con conseguenze che vanno dai disturbi del sonno fino a problematiche cardiovascolari.
La manifestazione del 2 giugno punta anche a rilanciare una proposta politica alternativa. Gli organizzatori chiedono infatti che le risorse destinate agli investimenti militari vengano indirizzate verso settori come la sanità pubblica, l'istruzione, la tutela ambientale, la transizione ecologica e la sicurezza sul lavoro.
«Non possiamo restare a guardare mentre la nostra terra viene trasformata in un avamposto bellico», affermano i promotori dell'iniziativa, invitando cittadini, associazioni e movimenti a partecipare al presidio. Per informazioni e adesioni è stato attivato il contatto e-mail f35birgi@anche.no, attraverso il quale è possibile entrare in contatto con il Comitato No F-35 di Trapani.