In Sicilia si registrano ogni anno circa 400 nuove diagnosi di mieloma multiplo, una delle principali patologie onco-ematologiche. Il tema è stato al centro di un confronto a Palermo tra istituzioni regionali, clinici e associazioni di pazienti, nel corso del forum “Scenari futuri tra ospedale e territorio”, promosso da Johnson & Johnson.
L’iniziativa ha acceso i riflettori su una malattia che, secondo le stime, coinvolge circa 4.000 persone nell’Isola e rappresenta la seconda neoplasia del sangue per diffusione dopo altre forme ematologiche. In Italia si contano complessivamente migliaia di nuove diagnosi ogni anno, con il mieloma in progressivo aumento.
Terapie innovative e nuove sfide organizzative
Negli ultimi anni, i progressi della ricerca hanno cambiato profondamente la gestione del Mieloma multiplo. L’introduzione di anticorpi monoclonali, terapie bispecifiche e approcci avanzati come le CAR-T ha migliorato in modo significativo la sopravvivenza dei pazienti, trasformando la malattia in molti casi in una condizione cronica controllabile.
Parallelamente ai risultati clinici, però, cresce la complessità organizzativa per il sistema sanitario regionale, chiamato a garantire accesso equo e tempestivo alle cure innovative e a sostenere i costi delle nuove terapie.
Equità di accesso e rete territoriale
Durante il confronto palermitano è emersa la necessità di rafforzare la rete ematologica siciliana attraverso un modello integrato Hub & Spoke, capace di mettere in connessione centri specialistici ospedalieri e strutture territoriali. L’obiettivo è assicurare continuità assistenziale, ridurre le disuguaglianze geografiche e migliorare la presa in carico dei pazienti lungo tutto il percorso terapeutico.
In questo quadro, la telemedicina viene indicata come uno degli strumenti chiave per potenziare l’assistenza domiciliare e ridurre la pressione su ospedali e pronto soccorso.
Le istituzioni e la governance sanitaria
Per la Regione Siciliana, la sfida è costruire un modello sostenibile che unisca innovazione clinica e capacità di programmazione. L’assessore alla Salute Marcello Caruso ha sottolineato l’importanza di una strategia condivisa tra istituzioni e sistema sanitario per superare le barriere territoriali e garantire pari accesso alle terapie più avanzate.
Il punto di vista dei clinici
Secondo la direttrice dell’unità operativa di oncoematologia di Ospedali Riuniti Villa Sofia-Cervello, Caterina Patti, la rivoluzione terapeutica degli ultimi anni ha cambiato radicalmente la prognosi della malattia, migliorando sopravvivenza e qualità di vita. Tuttavia, ha evidenziato come l’evoluzione delle terapie richieda una rete assistenziale più strutturata, in grado di concentrare nei centri specialistici le fasi più complesse e garantire continuità sul territorio.
Nuove prospettive: la MRD
Tra i temi emergenti figura anche la valutazione della malattia minima residua (MRD), sempre più centrale nel monitoraggio dell’efficacia delle terapie e nella possibile personalizzazione dei trattamenti. L’ipotesi di una rete regionale di laboratori dedicati rappresenta una delle prospettive discusse per migliorare ulteriormente la gestione clinica del mieloma in Sicilia.