Trapani, la storia di Giovanni Samannà. A 19 anni perse una gamba in Libano, oggi diventa Cavaliere
Aveva 19 anni quando partì da Trapani per una missione di pace in Libano. Tornò vivo, ma senza una gamba. Quarantatré anni dopo, Giovanni Samannà riceve l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, conferita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
La consegna avviene oggi, 2 giugno, in Prefettura a Trapani, durante le celebrazioni della Festa della Repubblica. Per Samannà, nato a Trapani il 19 ottobre 1963, è un riconoscimento che arriva alla vigilia dei 63 anni e che riporta alla luce una storia di servizio, dolore e dignità.

Nel 1982, appena diciannovenne, Samannà si arruolò nel Corpo Equipaggi Militari Marittimi. Dopo l’addestramento venne assegnato al Battaglione San Marco, l’unità anfibia della Marina Militare.
L’anno successivo partì per il Libano nell’ambito della missione Italcon “Libano 2”. A Trapani lasciò la fidanzata, Michela Patrizia Sammartano, che poi sarebbe diventata sua moglie.
Il 5 febbraio 1983, durante un’operazione di pattugliamento nei pressi di Chatila, a nord di Beirut, la squadra in cui si trovava venne colpita dall’esplosione di un ordigno. Diversi militari italiani rimasero feriti. Per Samannà le conseguenze furono gravissime: le lesioni alla gamba sinistra costrinsero i medici all’amputazione.
Fu soccorso dai commilitoni, che gli salvarono la vita, e trasportato all’ospedale “Rik” di Beirut. Rimase in condizioni critiche, tra la vita e la morte, fino a quando i medici lo dichiararono fuori pericolo.

Il suo sacrificio venne riconosciuto già allora. L’allora ministro della Difesa, Lelio Lagorio, andò a trovarlo personalmente in ospedale. Prima del rientro in Italia, Samannà ricevette anche due decorazioni dell’esercito libanese: la Croce di guerra e la Medaglia dei feriti.

Poi il ritorno a casa. La vita da ricostruire, passo dopo passo. Il matrimonio con Michela il 3 ottobre 1985, la nascita dei figli Francesco e Fabio, oggi adulti.
Negli anni Samannà è stato riconosciuto vittima del dovere. Ora arriva anche l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica. Quando la comunicazione è arrivata dalla Prefettura di Trapani, si è emozionato.
Quella di Giovanni Samannà non è solo una storia militare. È la storia di un ragazzo partito da Trapani per servire il Paese e tornato cambiato per sempre. Senza arrendersi. Oggi la Repubblica gli dice grazie.
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