Si compatta la maggioranza che sostiene la sindaca Daniela Toscano dopo la mozione di revoca presentata dalle opposizioni nei confronti del presidente del Consiglio comunale di Erice, Ruggero Messina.
Dopo l'iniziativa promossa da otto consiglieri di minoranza e la replica dello stesso presidente, arriva una dura reazione dei consiglieri che sostengono l'amministrazione comunale, i quali parlano di un atto "privo dei presupposti statutari e istituzionali" e confermano piena fiducia al presidente dell'aula.
La vicenda si inserisce in un clima politico sempre più teso a Palazzo municipale.
Nei giorni scorsi, le opposizioni avevano chiesto la revoca di Messina accusandolo di avere smarrito il ruolo super partes che dovrebbe caratterizzare la presidenza del Consiglio comunale.
Tra le contestazioni figurano la gestione di alcune sedute particolarmente accese, il mancato accoglimento di richieste avanzate dalla minoranza e una serie di comportamenti ritenuti incompatibili con la funzione di garanzia.
Accuse che la maggioranza respinge integralmente.
In una nota congiunta, i consiglieri Pietro Amodeo, Sabina Bonfiglio, Carmelo Peralta, Antonio Pierucci, Vito Riggio e Marcello Virzì sostengono che l'iniziativa dell'opposizione sia fondata esclusivamente su valutazioni di politiche e non su presunte violazioni di legge, dello Statuto comunale o del regolamento consiliare, condizioni che invece l'articolo 26 dello Statuto individua come presupposto necessario per una revoca del presidente del Consiglio.
Secondo i firmatari, la minoranza starebbe portando avanti da anni una strategia di delegittimazione dell'amministrazione e della stessa presidenza dell'aula attraverso "continue polemiche mediatiche e accuse prive di riscontri oggettivi".
Un'affermazione che fotografa bene il livello di scontro politico che, da tempo, caratterizza il dibattito nel Consiglio comunale ericino.
La maggioranza entra poi nel merito di alcuni episodi contestati a Messina.
In particolare, viene richiamata la vicenda della richiesta di convocazione di un Consiglio comunale sulla partecipata Funierice.
Secondo i consiglieri di governo cittadino, nella richiesta depositata dalla minoranza non sarebbe stata specificata la volontà di svolgere la seduta in forma aperta e, pertanto, il presidente non avrebbe potuto autorizzare una modalità diversa da quella formalmente richiesta. Per la maggioranza, dunque, non vi sarebbe stata alcuna forzatura procedurale ma, al contrario, il rigoroso rispetto delle regole.
Altro passaggio riguarda la movimentata seduta del 26 marzo, più volte richiamata dalle opposizioni come esempio di una gestione non imparziale dell'aula. Anche in questo caso, la ricostruzione della maggioranza è diametralmente opposta: la sospensione dei lavori sarebbe stata determinata dal venir meno delle condizioni necessarie per il regolare svolgimento della seduta e non da una scelta arbitraria del presidente. Viene inoltre sottolineato che, una volta riconvocato il Consiglio, tutte le mozioni furono discusse e approvate all'unanimità.
Non manca un riferimento anche alla sindaca Daniela Toscano, chiamata in causa dalle opposizioni nella loro iniziativa politica.
I consiglieri di maggioranza sostengono che la prima cittadina non abbia mai rivolto attacchi personali ai consiglieri di minoranza e che le sue dichiarazioni abbiano sempre riguardato fatti di interesse pubblico o vicende connesse all'attività istituzionale.
La conclusione del documento lascia poco spazio ai dubbi sull'esito che potrebbe avere la mozione in aula.
I consiglieri firmatari annunciano infatti il loro voto contrario, definendo la proposta non soltanto carente dei necessari requisiti statutari ma anche "risibile, offensiva, a tratti comica".
Una presa di posizione netta che, salvo sorprese, sembra ridurre al minimo le possibilità che l'iniziativa della minoranza possa tradursi nella revoca di Ruggero Messina dalla presidenza del Consiglio comunale.
E che, probabilmente, era l'obiettivo dell'opposizione: mettere la maggioranza davanti ad un bivio ed assumersi - davanti ai cittadini - la responsabilità di scelte precise.
Lo scontro, tuttavia, va oltre la figura del presidente dell'aula.
La vicenda rappresenta l'ennesimo capitolo della contrapposizione politica tra la maggioranza che sostiene Daniela Toscano e le forze di opposizione, in una fase in cui il confronto istituzionale appare sempre più condizionato da tensioni personali e reciproche accuse sulla gestione della macchina amministrativa. Una frattura che rischia di riflettersi sull'attività del Consiglio comunale e di trascinarsi anche dentro la prossima campagna elettorale 2027.