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18/06/2026 18:00:00

Marsala: lgnazio Genna, ex commissario Casa di riposo condannato per diffamazione

Una polemica condotta via social tra Ignazio Genna, ex commissario della Casa di riposo per anziani “Giovanni XXIII”, e l’avvocato Sergio Bellafiore è sfociata, adesso, nella condanna del primo, espressa dal giudice civile del Tribunale di Marsala Francescamaria Piruzza, a risarcire il secondo con 24.493 euro, “oltre ulteriori interessi legali dalla data di pubblicazione della sentenza sino all’effettivo soddisfo”. 

 

Il giudice ha, inoltre, ordinato la pubblicazione della sentenza per estratto, a spese del Genna, entro 15 giorni, su TP24 e sulla sua pagina Facebook. Ordinando pure all’ex commissario della casa di riposo marsalese (carica ricoperta da aprile 2013 a giugno 2016) “di astenersi dal pubblicare, sui social networks e con qualunque mezzo di pubblicità, articoli, commenti, post e interventi di ogni tipo lesivi della reputazione dell’avv. Sergio Bellafiore”. Altre richieste di quest’ultimo (che aveva chiesto un risarcimento “non inferiore a 52 mila euro”) sono state rigettate. Compensate per metà le “spese di lite”. 

 

Ignazio Genna è stato, infine, condannato anche a “rifondere la restante quota spese di lite sostenute dal ricorrente che liquida in euro 2.813,5 di cui euro 2.538,5 per compensi ed euro 275,00 per spese vive, oltre rimborso spese generali, Cpa ed Iva come per legge”. L’avvocato Bellafiore ha fatto causa civile a Genna dopo la condanna di quest’ultimo per diffamazione in sede penale. Sempre su denuncia del Bellafiore. Per diffamazione a mezzo stampa, e in particolare “per avere offeso la reputazione sua nella qualità di professionista e di presidente dell’istituzione comunale Marsala Schola; diffamazione attraverso la pubblicazione di più articoli e commenti su vari social networks e in particolare su Facebook”, il gip del Tribunale di Marsala ha emesso per Genna un decreto penale di condanna (pena: multa di 500 euro) al quale non è stata presentata opposizione e che pertanto è divenuto esecutivo. 

 

E su questa condanna ha fatto leva l’avvocato Bellafiore nella sua causa civile, anche se il giudice ha accolto solo parzialmente le sue richieste. Genna ha cercato di difendersi facendo leva sull’articolo 21 della Costituzione, sostenendo che “le frasi proferite sono state sì caratterizzate da toni aspri e polemici, ma adeguate alle circostanze, avendo egli con il post pubblicato in TP 24 proceduto soltanto alla obiettiva esposizione dei fatti”. Ma sia in sede penale, che adesso anche in quella civile (quest’ultima, comunque, sentenza di primo grado, quindi ancora appellabile e pertanto non definitiva), le frasi di Genna, pubblicate su fb in calce ad un articolo di Tp24 dal titolo ‘corruzione al Comune di Marsala, arrestata una funzionaria’, sono state giudicate lesive della reputazione dell'avvocato Bellafiore “nella qualità di presidente del consiglio di amministrazione dell'istituzione comunale determinata Marsala – Schola”.