Un investimento da 6 milioni di dollari per riqualificare il forno dello stabilimento O-I di Marsala. È questo il nuovo scenario emerso dopo mesi di tensione attorno all’ex Sicilvetro, tra rischio spegnimento del forno, fermate produttive e preoccupazioni per i livelli occupazionali. A commentare l’annuncio è il deputato regionale del Partito Democratico Dario Safina, che parla di un passaggio significativo per il territorio e per l’intero comparto industriale trapanese.
Safina: “Notizia incoraggiante per il territorio”
“L’annuncio di un investimento da 6 milioni di dollari per la riqualificazione del forno dello stabilimento O-I di Marsala rappresenta una notizia importante e incoraggiante per l’intero territorio trapanese e per il comparto industriale siciliano”, ha dichiarato Safina.
Il parlamentare ha commentato l’esito dell’incontro svoltosi a Confindustria Trapani con i vertici dell’azienda, ex Sicilvetro, sottolineando come l’intervento programmato consentirà di prolungare la vita produttiva del forno di almeno cinque o sei anni.
Fermata tecnica tra ottobre e gennaio e continuità produttiva
Secondo quanto emerso, il piano industriale prevede un fermo tecnico tra ottobre e gennaio per consentire i lavori di riqualificazione. Un passaggio che, nelle intenzioni dell’azienda, dovrebbe garantire la continuità dello stabilimento e il mantenimento di uno dei principali poli produttivi del vetro in Sicilia.
Occupazione al centro: “Serve massima attenzione”
Accanto all’ottimismo per l’investimento, resta centrale il tema dei lavoratori. “Accogliamo con favore questa scelta industriale – ha aggiunto Safina – perché testimonia la volontà dell’azienda di continuare a investire su Marsala e sulla Sicilia. Tuttavia, il nostro primo focus resta la tutela dei lavoratori”.
Il deputato ha chiesto chiarezza sulle attività che proseguiranno durante il fermo del forno e sulle eventuali ricadute occupazionali, annunciando un monitoraggio costante della situazione.
Dalla crisi al rilancio: il percorso degli ultimi mesi
La vicenda O-I Marsala arriva dopo una fase complessa: nei mesi scorsi lo stabilimento era stato al centro di ipotesi di spegnimento del forno per circa sei mesi, con il conseguente ricorso alla cassa integrazione per oltre cento lavoratori e forti preoccupazioni per l’indotto.
La riduzione della domanda e l’accumulo di scorte avevano spinto l’azienda a valutare uno stop della produzione, poi rientrato in un confronto istituzionale aperto tra Regione, azienda e parti sociali.
Successivamente, il tema è approdato anche all’Assemblea Regionale Siciliana, con l’avvio di un tavolo tecnico e l’ipotesi di una legge sull’economia circolare per sostenere il settore del vetro e rafforzare la filiera del riciclo.
Economia circolare e filiera del vetro
Nel dibattito politico si è inserito anche il tema della nuova politica industriale regionale. Safina ha infatti richiamato il lavoro su un disegno di legge dedicato all’economia circolare, con incentivi alle imprese che utilizzano materiali riciclati e un rafforzamento della filiera del vetro in Sicilia.
L’obiettivo è rendere più competitivo il sistema produttivo locale e ridurre la dipendenza da mercati esterni, valorizzando al contempo il ruolo strategico dello stabilimento di Marsala.
Una partita ancora aperta, ma con un nuovo scenario
Dopo mesi segnati da incertezza, il nuovo investimento rappresenta un cambio di prospettiva per uno dei principali siti industriali della Sicilia occidentale.
Resta però aperta la questione più delicata: la tenuta occupazionale e il futuro della produzione durante la fase di fermo tecnico. Un punto che continuerà a tenere alta l’attenzione delle istituzioni e dei lavoratori nelle prossime settimane.