×
 
 
30/06/2026 14:00:00

Mazara: alla Parrocchia del Sacro Cuore donata la Croce del Mediterraneo

Come può un pezzo di legno prelevato da un barcone di migranti sbarcato sulle nostre coste trasformarsi in una croce? Nasce così “La Croce del Mediterraneo”, segno di speranza e di riscatto.

A raccontare l’iniziativa è Matteo Foggia, ministro straordinario della Comunione della Parrocchia Sacro Cuore in Santa Maria di Gesù di Mazara del Vallo, che sabato 20 giugno, in occasione del battesimo del figlio Paolo e in coincidenza con la XIV Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, ha donato una croce realizzata con il legno di recupero al Vescovo Angelo Giurdanella.

 

«L’idea mi è nata dal desiderio che avevo da tempo di realizzare un crocifisso, ma non avevo ancora le idee chiare – racconta Matteo Foggia –. Don Antonio Civello, parroco di Santa Rosalia e mia guida spirituale, mi parlò tempo fa di un progetto di evangelizzazione e ascolto nei centri di accoglienza e nelle comunità di recupero. Da lì l’idea ha preso forma».

 

Il progetto ha portato alla realizzazione di tre croci: due destinate al Vescovo Angelo Giurdanella e al comandante della Capitaneria di Porto di Mazara del Vallo, Capitano di Fregata Stefano Luciani, e una terza, più grande, da cui derivano le altre.

«La considero una Croce Missionaria – prosegue Foggia – perché nasce da un legno vissuto, consumato, carico di storia, dolore e speranza. Vorrei che potesse essere portata nelle realtà che vivono il tema della missione, della rinascita e del riscatto. La culla della croce è stata realizzata con il giubbotto di un migrante lasciato a bordo del barcone».

 

Nel ringraziare l’iniziativa, il Vescovo Angelo Giurdanella ha ricordato un episodio significativo legato a un migrante: alla domanda “Tu chi sei, un migrante o un rifugiato?”, la risposta è stata: «Preferirei essere una persona».

Un evento molto partecipato e originale, quello di sabato 20 giugno, che ha coinvolto l’intera comunità parrocchiale. La sua particolarità risiede nel fatto che non è stato organizzato da associazioni o gruppi strutturati, ma da un’iniziativa personale, semplice e sentita, di Matteo Foggia.